1 Settembre 2002

Lo scontro sul Welfare

Lo scontro sul Welfare. Il leader della Cgil lancia la campagna d?autunno contro il governo e la «destra bugiarda»

Cofferati: «Sciopero generale subito»

«Il 20 settembre decideremo insieme la data» Ma da Cisl e Uil arriva l?altolà al «cinese»

Roma. Sarà un autunno caldo, parola di Cofferati. Il segretario generale della Cgil, dopo il silenzio del periodo di vacanza trascorso in montagna, non ha perso tempo. E, all?indomani del primo Consiglio dei ministri che ha segnato la ripresa della politica dopo la pausa estiva, lancia la campagna d?autunno con un intervento pubblicato su L?Unità e una intervista a La Repubblica: «il 20 settembre ci riuniremo e decideremo la data dello sciopero generale di ottobre. Sarà un grande sciopero generale». Tanti i temi che – secondo il leader della Cgil – rendono necessario lo sciopero generale, per il quale chiede il sostegno anche alle forze politiche: riforma del mercato del lavoro, previdenza, sanità, scuola. Ma non basta: l?aggressione ai diritti, il tentativo da parte di Governo e Confindustria di scaricare sui salari il contenimento dei prezzi, le «bugie» dell?esecutivo sugli sgravi fiscali per i redditi più bassi. Tutti buoni argomenti per far si che «lo sciopero generale sia la risposta più adeguata che il sindacato possa dare». Parte così la campagna di autunno, dopo aver terminato quella estiva nella quale la Cgil non ha perso tempo: proprio oggi si è concluso il suo «tour dei diritti», dopo 21 tappe percorse e 100 mila firme raccolte: partito il 5 agosto da Ventimiglia e concluso oggi in piazza della Borsa, a Trieste. Un «rilancio» in grande stile dell?iniziativa di lotta, quello di Cofferati che, ovviamente, non poteva cadere nel vuoto. E se Savino Pezzotta appone un «no comment» alle esternazioni del Cinese, più articolata è la reazione del segretario confederale della Cisl Raffaele Bonanni. Senza esprimere giudizi sullo sciopero generale, Bonanni passa infatti alle cose che il sindacato deve fare. «Le nostre posizioni in difesa dei redditi dei dipendenti sono chiare – afferma – E si basano su due cardini principali. Una richiesta di revisione radicale della politica dei redditi e un riforma strutturale dell?impianto contrattuale, con una forte implementazione del secondo livello contrattuale». Il resto, secondo Bonanni, è «la solita presa di posizione politica e poco sindacale» da parte del numero uni della Cgil.
Sul tema sciopero generale interviene invece direttamente Adriano Musi, segretario generale aggiunto della Uil. «Per Cofferati – sostiene – l?unica soluzione è quella della lotta, dello scontro. Dimentica che la politica dei redditi è stata sostenuta dalla concertazione, dal confronto e che la lotta è solo l?ultimo strumento». Una difesa al Patto per l?Italia, alla volontà della sua organizzazione di confrontarsi col Governo sulla Finanziaria e, solo dopo, dare un proprio giudizio. «La decisione invece Cofferati l?ha già presa – continua infatti Musi – Questa è la diversità. Noi consideriamo il Patto, che vogliamo sia rispettato, un punto di riferimento. Cofferati no. Per lui l?unica arma è lo scontro.
Una soluzione che, oltretutto, sottovaluta la ricerca del dialogo unitario. Molto di autosufficienza. Che in pratica considera la scelta valida solo per un?organizzazione, senza la volontà di confronto con gli altri sindacati». Una posizione non molto dissimile da quella dell?Ugl. «La proposta di un nuovo sciopero generale – afferma infatti il segretario generale Stefano Cetica – è strumentale e utile soltanto a chi gioca, come Cofferati, al tanto peggio tanto meglio. La prossima Finanziaria e l?attuazione del Patto per l?Italia, saranno l?unico e vero banco di prova per giudicare l?efficacia dell?azione del Governo nei confronti dell?occupazione e del mondo del lavoro».
E sullo sciopero si mantiene cauto il leader dell?Ulivo Francesco Rutelli. Che comunque sottolinea come «tutto aiuta una opposizione che costruisce i tempi giusti di una riscossa per il futuro governo». Trieste. Centomila firme raccolte, 21 tappe percorse, una presenza massiccia di giovani in quasi tutte le località toccate: sono questi i dati principali del «Tour dei diritti», organizzato dalla Cgil nazionale, partito il 5 agosto da Ventimiglia e che si è concluso ieri in piazza della Borsa, a Trieste, alla presenza di Paolo Nerozzi della segreteria nazionale del sindacato. Per 26 giorni un grande Tir attrezzato, con un camper al seguito – con due squadre di giovani vicini alla Cgil, che si sono dati il cambio durante il viaggio – ha girato l?Italia a sostegno della raccolta di 5 milioni di firme promossa dalla Cgil entro la prima decade di ottobre, a ridosso dello sciopero generale, nell?ambito della campagna per dire «due no al lavoro come merce» e «due sì a diritti e tutela per tutti».
Centomila firme che si aggiungono alle altre 500mila raccolte nell?ambito della mobilitazione nazionale della Cgil e che per Paolo Nerozzi «porteranno sicuramente oltre ai 5 milioni previsti per giungere ai due referendum abrogativi delle leggi 848 e 848 bis sulla precarizzazione del lavoro e l?articolo 18 e per due proposte di legge di iniziativa popolare sull?estensione dei diritti e sulla riforma degli ammortizzatori sociali».
«Il Tour è stato importante – ha spiegato Nerozzi – perché, al di là dell?ottimo risultato, in un mondo dove le persone contano sempre meno, questo è un modo per renderle protagoniste e per rivitalizzare la democrazia, di cui questo Paese ha molto bisogno. È stato un viaggio – ha aggiunto – che ci ha portato in un?Italia che giustamente si riposa e per la quale si prospetta un mese molto difficile dal punto di vista economico, sulla questione dei salari, sul potere d?acquisto dei lavoratori. È un?Italia diversa – ha proseguito – dal sud a Trieste, ma dappertutto tanti giovani, tanti ragazzi e ragazze interessati a questa iniziativa sulla tutela dei diritti, che li riguarda da vicino. I ragazzi – ha precisato – saranno la sorpresa di quest?anno, lo saranno nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro, lo saranno nella scuola».
«Ci sono stati momenti di difficoltà – ha affermato Nerozzi – ma anche momenti importanti come quello di Treviso, dove ci siamo incontrati con quei lavoratori che sono senza casa, e c?è un sindaco che inventa razze che non esistono (la razza padana e la razza Piave), specula sulla sofferenza delle persone che noi abbiamo chiamato in Italia per fare dei lavori che gli italiani non fanno più».
Nerozzi ha poi fornito alcuni dati sulla raccolta delle attuali 600 mila firme, precisando che al momento il maggior numero (110mila) è stato raccolto in Emilia-Romagna, seguito dalla Toscana (61mila), dalla Lombardia (53mila) e dalla Campania, con 40mila firme, lo stesso numero del Friuli-Venezia Giulia. «Abbiamo raggiunto 40mila firme – ha rilevato Paolo Pupulin, segretario regionale della Cgil, che ha organizzato l?ultima tappa del Tour con la segreteria provinciale di Trieste del sindacato – e il fatto che le abbiamo raccolte in un periodo in cui le fabbriche sono chiuse, segnala il fatto che l?obiettivo delle 130mila firme che ci siamo dati, sarà raggiunto e superato. La cosa più bella – ha sottolineato – è stato il tipo di adesione all?iniziativa, che ha coinvolto ogni categoria di cittadini, il che segnala il consenso straordinario che c?è attorno all?iniziativa della Cgil che, oltre a difendere i diritti di quelli che già ce li hanno, pensa a estenderli. Dietro, però, c?è anche un elemento di preoccupazione generale per come stanno andando le cose in Italia, dove il Governo – ha concluso – dopo aver promesso grandi miracoli si trova con una crescita produttiva che è meno della metà di quello che aveva previsto, e con una precarizzazione del mercato del lavoro che ora sta investendo tutto il Nord-est, dove era meno sentita». Roma. Settembre, fine della tregua, si riaffacciano gli scioperi sul fronte trasporti. Ieri il segretario generale della Cgil Sergio Cofferati rilancia
lo sciopero generale che la sua organizzazione promuoverà ad ottobre. Ma, dopo la pausa estiva di agosto – quando, come da tradizione, anche gli scioperi vanno in vacanza – il mese che si apre oggi si preannuncia molto caldo, anche dal punto di vista delle vertenze contrattuali e delle astensioni dal lavoro. Settembre è costellato da una serie di agitazioni su ogni fronte: aerei, treni, autobus e metropolitane. Il trasporto pubblico urbano segna due intere giornate di protesta, entrambe di 24 ore (13 e 25 settembre; sarà difficile viaggiare in treno invece nel fine settimana del 21 e 22 settembre, mentre disagi nel trasporto aereo sono prevedibili il 17 e il 28. Inoltre, il 12 settembre a incrociare le braccia una volta tanto saranno gli utenti: le associazioni dei consumatori riunite nell?Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) hanno infatti proclamato il secondo sciopero della spesa contro il caro-prezzi, dopo la protesta del 5 luglio scorso.

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