2 Febbraio 2003

LO SCONTRO SUI RIMBORSI

LO SCONTRO SUI RIMBORSI


Rc auto, si apre un nuovo fronte nella guerra tra consumatori e compagnie: quello sul Fondo di garanzia delle vittime della strada. Che fino al 2001 era fissato al 4%, che il governo ha abbassato un anno fa al 3%, per portarlo al 2,5% dal primo gennaio scorso. Di ambedue i ribassi si sono avvantaggiate, secondo i consumatori, le imprese assicuratrici. Che si sono guardate bene dal praticare sconti, seppur esigui, ai loro clienti.
E le manifestazioni, in programma domani mattina sotto le sedi Ania – l?associazione delle compagnie – di Milano e Roma, non si baseranno solo sulla vicenda dei ricorsi contro i rincari da ?cartello? puniti dall?Antitrust nel 2000 (ricorsi che il governo vorrebbe vanificare spostando la competenza dal giudice di pace al tribunale ordinario), ma anche su quella del Fondo. Con la richiesta di rimborso degli sconti non ottenuti.
Secondo Intesa dei consumatori (formata da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) l?ultima riduzione dello 0,5% ha portato ad «un risparmio pari a oltre 50 milioni di euro. Come viene restituito questo 0,50%?». Non basta. Già nella riduzione del contributo dal 4 al 3% di un anno fa «non sembra ci sia stata traccia di contabilizzazione sulle polizze», sottolinea Intesa. Di qui una richiesta precisa a Isvap, l?istituto di vigilanza sulle imprese assicuratrici: «Rispondere e chiarire senza assumere posizioni oltranziste, difese d?ufficio delle compagnie e dei loro lauti bilanci, né parlare a sproposito sulla rappresentatività delle associazioni dei consumatori».
Ma torniamo alle due manifestazioni in programma domani sotto le sedi Ania di Roma e Milano. Saranno distribuiti i modelli per fare ricorso al giudice di pace contro le compagnie multate, sottolineano i consumatori. Quasi 5 milioni, in proposito, i modelli già scaricati da Internet. E i consumatori ribadiranno il no al decreto per spostare al tribunale ordinario la sede dei ricorsi: «Il governo vuole cambiare radicalmente il sistema giudiziario italiano ed eliminare l?equità a tutto favore delle compagnie di assicurazione».
Di tariffe più in generale – comprese, comunque, quelle della Rc auto – parla il presidente di Confcommercio Sergio Billè: se ci sarà la guerra bisogna «far sì che tariffe e costi dei servizi di base che, nel 2002, hanno contribuito in modo significativo all?aumento dell?inflazione, restino in stand-by almeno per tutta la durata del conflitto. È indispensabile che tutti operino con maggior senso di responsabilità, lasciando da parte ogni tipo di polemica e non ripetendo errori che hanno in gran parte contributo, l?anno scorso, a portare la nostra economia sull?orlo della recessione e a produrre qualcosa come 32 milioni di ore di sciopero».
Infine, il senatore napoletano di An Francesco Pontone boccia la proposta di tariffe legate alla patente avanzata dal sottosegretario Mario Valducci: «Per molte famiglie vorrebbe dire stipulare più polizze, magari per una sola auto. Se si vuole perseguire veramente la strada della personalizzazione, torniamo alla tariffa unica nazionale per gli automobilisti virtuosi. L?unica personalizzazione possibile e, soprattutto, basata su dati di fatto».

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