24 Gennaio 2012

Lo sciopero dei Tir paralizza l’ Italia  

Lo sciopero dei Tir paralizza l’ Italia
  fiat chiude le fabbriche. il ministro cancellieri: «non tollereremo blocchi»

ROMA. Lo sciopero dei Tir dopo aver messo in ginocchio la Sicilia colpisce duramente l’ intero Paese. Dal Sud al Nord, principalmente negli snodi autostradali e ai caselli, gli autotrasportatori che protestano contro caro-gasolio e ticket autostradali, hanno paralizzato il traffico, permettendo soltanto un passaggio molto limitato per le auto con lunghi incolonnamenti, disagi e proteste soprattutto tra i pendolari. Una situazione che rischia di degenerare, anche perché i portavoce della protesta dicono di non riconoscere più le sigle sindacali, e quindi di avere intenzione di portare avanti la protesta senza alcuna regolamentazione. Un blocco che sta mettendo in crisi fabbriche e agroalimentare. La Fiat ha sospeso la produzione del primo turno di questa mattina negli stabilimenti di Melfi, Cassino, Pomigliano, Mirafiori e Sevel. Dalla grande distribuzione, alle principali associazioni agricole, sono partiti appelli nei confronti del governo perché «bisonte selvaggio» non continui ad arrecare danni alla produzione italiana, e soprattutto ai prodotti deperibili. E il governo non pare voler subire una protesta sconfessata finanche da Unatrans, Unione nazionale delle associazioni autotrasporti merci: «Non partecipiamo alle proteste ritenendole inutili e strumentali» ha detto il presidente Francesco De Boca. Che ha spiegato come nei giorni scorsi «è stato deciso di sospendere il fermo dopo gli impegni assunti nei confronti della categoria dal ministro Passera». Unitrans associa Confartigianato Trasporti, Cna Fita, Fiap L., Sna/Casartigiani e Unitai. Quindi sono verosimili le accuse che piovono sui cosiddetti padroncini che manovrano la protesta, ma che a loro volta sarebbero l’ oggetto di una strumentalizzazione politica. Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri ha avvertito la categoria: «Non saranno tollerati blocchi stradali». Ma provvedimenti concreti, aldilà del pattugliamento straordinario su tutta la rete da parte delle forze dell’ ordine per ora non ne sono stati presi. Il ministro dell’ Interno oggi riferirà in Senato sulle conseguenze dei blocchi. Anche il Presidente dell’ Autorità di garanzia sugli scioperi, Roberto Alesse, vede qualcosa di opaco nelle proteste: «I blocchi causati dagli autotrasportatori sono inaccettabili» ha detto ieri, annunciando che aprirà «un procedimento per valutare le sanzioni da irrogare a chiunque stia violando la legge e danneggiando i cittadini». In arrivo raffiche di denunce come per i tassisti di Napoli? Anche dal ministero dei Trasporti, in una nota, si sottolinea che a seguito delle iniziative del Governo «tutte le associazioni dell’ autotrasporto che avevano proclamato il fermo dei servizi hanno sospeso le agitazioni: non si giustificano pertanto le gravi azioni di blocco che tuttora persistono». E il presidente di Conftrasporto si spinge più in là, chiedendo apertamente l’ intervento delle forze dell’ ordine per riportare l’ ordine. Emma Marcegaglia presidente di Confindustria parla di «situazione intollerabile, ci sono aree del Paese che non si sono potute muovere. Si deve ripristinare la legalità». Anche il Codacons parla di protesta illegale e della necessità che il governo precetti i camionisti. Il rischio è quello di un danno per l’ economia italiana di centinaia di milioni di euro (la protesta in Sicilia è costata 500 milioni), che questo Governo e il Paese non può permettersi. Ma, anche se ieri sera alcuni blocchi erano stati rimossi, resta un clima molto teso. A Napoli sono stati addirittura tagliati gli pneumatici di alcuni camionisti che avrebbero voluto lavorare regolarmente. I maggiori disagi si sono verificati sulla Roma-Napoli, sulla A14 in Puglia e in Romagna, sull’ A3 a Napoli, ma anche all’ ingresso dei porti a Livorno, a Carrara (sospeso il collegamento marittimo con la Sardegna), San Benedetto. In molti tratti autostradali, per sicurezza, le autorità hanno dovuto chiudere una serie di caselli. Ed è qua che si innesta anche la protesta dei pescatori in molti porti italiani contro il caro-gasolio, vista anche la difficoltà di far arrivare il pesce fresco sui banchi a causa dello sciopero dei Tir. Pesante ancora la situazione pesca in Sicilia, a Salerno, nelle Marche, in Toscana e in Liguria. Situazione fluida in Veneto, Friuli, Abruzzo.Un quadro molto difficile dunque, e sale l’ allarme per le merci deperibili che rischiano di marcire nei container con un bilancio disastroso. Sui trasporti, oltre alla protesta di autoarticolati e taxi (ieri fermi), incombe anche lo sciopero dei treni proclamato dalla mezzanotte del 26 gennaio per 24 ore dai lavoratori aderenti all’ Orsa. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox