22 Marzo 2021

Lo sciopero dei driver ferma l’universo Amazon

 

di Enrico Netti Con una adesione del 75% tecnicamente è riuscito il primo sciopero nazionale di 24 ore della filiera Amazon seguito con attenzione dai sindacati dei corrieri d’Europa e degli Stati Uniti dove, in Alabama, si cerca di costituire negli stabilimenti del colosso dell’e-commerce delle rappresentanze sindacali. Nelle città della Penisola sono praticamente scomparsi i furgoncini impiegati per le consegne ai clienti mentre davanti agli stabilimenti di smistamento si sono tenuti picchetti. «Le adesioni in LOmbardia hanno raggiunto il 95% – dice Luca Stanzione, segretario generale Filt Cgil – nonostante siano state fatte pressioni sui lavoratori per entrare negli stabilimenti. Ringraziamo Amazon per gli investimenti fatti in Italia ma ora si deve sedere al tavolo delle trattative con le sigle sindacali». Sono molte le problematiche non ancora risolte come i turni e i ritmi di lavoro gestiti con la app e gli algoritmi Amazon, la stabilità del posto, il sito di Torrazza Piemonte occupa 1.200 lavoratori diretti e 1.550 interinali, le franchigie nel caso di danni ai mezzi, il tempo per la pausa pranzo. L’obiettivo della triplice è di arrivare a un contratto integrativo di secondo livello nazionale dopo una serie di accordi territoriali. «Si deve discutere di qualità del lavoro - ribattono i rappresentanti dei lavoratori -. Amazon ha fatto profitti enormi e ora fa spallucce e non rispetta quei lavoratori che hanno garantito gli approvvigionamenti e le consegne durante la pandemia, hanno tenuto vivo il Paese». In Lombardia presidi in tutti gli stabilimenti logistici del colosso, a Genova hanno incrociato le braccia circa 350 driver impegnati nelle consegne nella regione.

La risposta dell’azienda conferma le posizioni prese in passato: «’L’impegno verso i nostri dipendenti e quelli dei fornitori di servizi di consegna è la nostra priorità assoluta – dice in una lettera inviata ai clienti da Mariangela Marseglia, country manager di Amazon Italia – in Amazon rispettiamo il diritto di ogni individuo ad esprimere la propria posizione e voglio ringraziare personalmente i colleghi e i dipendenti dei fornitori dei servizi di consegna che ogni giorno lavorano per assicurare che possiate ricevere i vostri ordini».
Al personale in sciopero si aggiunge la solidarietà del Codacons che nel giorno della protesta chiede ai consumatori di acquistare nei negozi tradizionali e non online. «Condividiamo le ragioni dello sciopero, tese a chiedere migliori condizioni lavorative e più sicurezza, e se la protesta sarà limitata alla sola data odierna offriamo il nostro sostegno ai lavoratori – spiega il presidente dell’associazioni dei consumatori, Carlo Rienzi –. In tale direzione invitiamo i consumatori a non effettuare oggi acquisti attraverso l’e-commerce, dirottando le proprie compere verso i negozi tradizionali che possono rimanere aperti nonostante le restrizioni, piccoli esercizi che da tempo soffrono la concorrenza sleale del web, aggravatasi durante l’emergenza Covid».

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