Lo scandalo si allarga: anche 3,4 milioni di Audi e Skoda
-
fonte:
- Avvenire
Si allarga sempre più lo scandalo Volkswagen. Anche 2,1 milioni di Audi e 1,2 milioni di Skoda risultano infatti coinvolte e si aggiungono agli 11 milioni di auto di marca Vw coinvolte nel cosiddetto ‘dieselgate’ nel mondo. Intanto la magistratura tedesca ha iscritto nel registro degli indagati l’ ex amministratore delegato della casa automobilistica, Martin Winterkorn. L’ ipotesi di reato è di «presunta frode» in relazione alla vendita di autovetture con dispositivi sulle emissioni truccati. Lo scandalo ha ormai raggiunto tali dimensioni da non essere più un gravissimo caso nazionale, ma addirittura mondiale tanto da far dichiarare al commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, che la questione «danneggia l’ immagine della società stessa e solleva domande su questioni più ampie, ma non limiterà affatto l’ influenza tedesca a Bruxelles ». Questo alla vigilia dell’ incontro odierno tra la commissaria Ue al Mercato interno Elzbieta Bienkowska e l’ ad per il brand auto Volkswagen Herbert Diess, ma soprattutto in vista del vertice dei 28 ministri dell’ Industria dell’ Unione europea che giovedì discuteranno di questa grave crisi. È possibile che Bruxelles porti al tavolo già qualche proposta concreta, ma secondo fonti europee dall’ incontro non uscirà alcuna dichiarazione ufficiale o documento formale. Intanto, mentre la procura tedesca di Brunswick indaga sull’ ex Ad, dal del governo tedesco arriva l’ aut aut a Volkswagen: entro il 7 ottobre dovrà aver varato le misure per risolvere il problema del dispositivo anti-inquinamento truccato. Un diktat che malcela l’ imbarazzo di Berlino, con il ministro dei Trasporti Alexander Dobrindt (che ha ieri sera ricevuto una telefonata dal ministro omologo Graziano Delrio) impegnato a smentire di essere stato a conoscenza del defeat device. Volkswagen frattanto cerca di salvare il salvabile sia a livello operativo sia d’ immagine, a cominciare dalla sospensione dei capi dell’ area ricerca e sviluppo sia di Vw sia dei marchi Audi e Porsche per arrivare al conferimento dell’ incarico allo studio legale statunitense Jones Day di condurre un’ indagine esterna. Una strategia volta a ribaltare una crisi quasi insostenibile. «Volkswagen è in una situazione drammatica. Sarà tutt’ altro che facile ripristinare la reputazione della società e riconquistare la fiducia dei clienti» ha scritto ieri il nuovo ad Matthias Mueller al personale, annunciando un incontro per la settimana prossima con tutti i dipendenti che ricadute occupazionali dallo scandalo. Poco importa infatti che un rapporto stilato da Transport & Environment (società di ricerca collegata alla commissione suropea) affermi che «lo scandalo della Volkswagen è solo la punta di un iceberg». Alcune nuove auto in Europa, dice lo studio, emettono su strada il 50% in più di gas inquinanti rispetto ai risultati dei test in laboratorio. Intanto in Italia il Codacons ha già raccolto oltre 12mila preadesioni da parte di proprietari di auto diesel della Volkswagen per dare vita a una class action. Che potrebbe però essere mondiale. RIPRODUZIONE RISERVATA
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- AUTO MOTO
-
Tags: Volkswagen
