LO SCANDALO DEL SALE IODATO
L?Italia, pur essendo tuttora una nazione con endemia gozzigena da carenza alimentare di iodio (vedi: dati delle Regioni d?Italia, su Internet), è con l?Albania negli ultimi posti in Europa, per il consumo di sale da cucina iodato.
Esistono tuttora casi di «cretinismo endemico» nel nostro territorio, conosciuti molto di più all?Estero che non in Italia e riportati da un apposito Comitato Internazionale per la lotta contro gli «Iodine Deficiency Disorders»: «ICCIDD» (Tulane University, New Orleans, USA) consultabili anche tramite Internet.
Pur essendo scientificamente dimostrata da oltre 70-80 anni l?utilità preventiva del sale iodato, oggi in Italia solo meno del 5 % del sale da cucina italiano è addizionato con iodio.
I motivi sembra che siano questi:
1) Perché solo da pochi anni (2-3) il sale iodato è diffusamente reperibile. A tale proposito vale la pena ricordare che il Monopolio di Stato italiano, fin quando era obbligatoriamente l?unico produttore in Italia di sale da cucina, non ha MAI prodotto sale iodurato fino, ma solo il grosso meno utilizzato.
2) Perché il Ministero della Sanità non ha mai attuato una decente campagna informativa sulla popolazione e neppure sui medici (universitari compresi), a parte qualche depliant e qualche spot pubblicitario in TV nei primi anni novanta.
3) Perché il sale iodato, vergognosamente, costa, solo in Italia, da 3-6 volte in più, secondo i negozi, (e cioè: fino a £.1500 rispetto alle £.250-500 per kg del sale comune non iodato), mentre in tutte le Nazioni civili il suo costo è identico al sale comune, in quanto esso viene integrato e supportato da appositi finanziamenti statali. A tale proposito, è bene ricordare che il quantitativo di iodio (come ioduro o iodato di potassio) per la iodioprofilassi col sale da cucina iodato costa solo circa 50 (cinquanta!) lire l?anno per persona.
4) La carenza di iodio è sicura causa di tumori della tiroide e di gran parte delle malattie tiroidee in Italia e inoltre aggrava di molto l?esposizione accidentale ad emissioni di iodio radioattivo in seguito a disastri di centrali nucleari, come quello di Chernobyl. In quel frangente, in tutte le Nazioni Europee, gli esperti dei ministeri hanno suggerito, per ridurre l?incorporazione di iodio-radioattivo, alle popolazioni a rischio di assumere prodotti o sali iodati: tutto questo ad eccezione del nostro Paese.
5) La carenza di iodio é uno dei pochi ben conosciuti e dimostrati fattori di rischio di cancro della mammella (tra i tanti sconosciuti o poco conosciuti o mal conosciuti), da un?ampia e seria letteratura medica facilmente consultabile, e di cui in Italia non si fa cenno.
6) Numerose patologie extra-tiroidee sono condizionate e aggravate da carenza iodica.
In conclusione, pare che la iodioprofilassi col sale iodato in Italia non si sia mai attuata seriamente solo perché, paradossalmente, lo iodio da aggiungere al sale, costava troppo poco (!).
Oggi il sale iodato è diventato reperibile, anche se ad un prezzo superiore, e sicuramente eccessivo se lo si vuole diffondere tra la popolazione, poiché i produttori privati (e non lo Stato!) lo hanno messo in commercio e pubblicizzato, ma certamente la differenza di prezzo rispetto al sale comune non invoglierà certo le massaie più povere ed ignare ad intraprendere questa importante forma di prevenzione.
Per questo, e poiché la tutela della salute dei cittadini deve essere uno dei fini a cui tende lo Stato, in base anche a quanto previsto dall?art.32, c.1, Cost., il CODACONS-Lecce ha chiesto al. Ministro della Sanità, Rosy Bindi, di attivarsi affinché venga diffusa fra i cittadini meglio di quanto non si sia fatto in precedenza l?importanza per la salute dell?utilizzo del sale iodato; mentre al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma è stato chiesto di accertare quali ipotesi di reato possano essere connesse alle vicende sommariamente descritte in narrativa, relativamente a tale questione.
CODACONS LECCE
Il Responsabile per la sede di Lecce
Avv. Piero Mongelli
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