13 Giugno 2014

Lo scandalo del Mose Orsoni torna in libertà «Resto a fare il sindaco»

Lo scandalo del Mose Orsoni torna in libertà «Resto a fare il sindaco»

 DANIELE VAIRA @danvaira «Sono molto felice di incontrarvi dopo una settimana di riposo». Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni ha scelto l’ ironia per ripresentarsi davanti ai giornalisti e dare delle spiegazioni. Ieri gli sono stati revocati gli arresti domiciliari ed è tornato in carica come prevede la legge Severino. Il primo cittadino (Pd) è di nuovo libero, pur restando indagato per finanziamento illecito nell’ ambito dell’ inchiesta sul Mose , il sistema per la difesa di Venezia dall’ acqua alta. Attraverso i suoi legali ha infatti concordato con il pm un patteggiamento a quattro mesi e 15 mila euro di sanzione. Chiarezza Sulla congruità della soluzione dovrà esprimersi il gup. «Devo dire che era un pezzo che chiedevo alla Procura di consentirmi di dare elementi di chiarezza sulle vicende – ha spiegato Orsoni -. Ho chiarito, credo nel modo più inconfutabile, che nessun coinvolgimento mio diretto come prospettato dal provvedimento è mai avvenuto». A chi gli chiedeva di un suo passo indietro ha risposto deciso: «No, ho gestito la città nel miglior modo possibile». La stessa sicurezza che ha usato contro chi lo accusa. «Millantatore» è stato, infatti, il suo giudizio dell’ ex presidente del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati, che gli avrebbe dato delle buste con soldi. La vicenda ha provocato l’ immediato l’ attacco di Beppe Grillo dal suo blog: «Renzie, neppure una settimana fa, diceva: “Se nel Pd c’ è chi ruba va a casa a calci nel sedere”. Il sindaco di Venezia Orsoni, nonostante sia indagato, tornerà a occupare la carica di sindaco con pieni poteri come se nulla fosse accaduto. Il sedere nella poltrona, senza calci». Il Pd veneto, però, non ha confermato la fiducia all’ amministratore. «Bisogna capire cosa è meglio nell’ interesse dei veneziani», ha detto Roger De Menech, segretario regionale dei democratici. Azione legale Intanto il Codacons, l’ associazione che tutela i cittadini, ha alzato la voce riguardo allo scandalo Mose, chiedendo il sequestro urgente delle opere e di tutti i provvedimenti rilasciati da enti locali e nazionali che ne hanno autorizzato la realizzazione. L’ associazione ha annunciato un’ azione legale «per far ottenere a ogni cittadino veneziano 10 mila euro di risarcimento». Le grandi opere saranno il tema centrale della giornata politica anche oggi: il premier Matteo Renzi è infatti atteso da un Consiglio dei ministri importante, quello che deciderà i poteri da attribuire all’ Anac, Autorità nazionale anticorruzione, guidata dal magistrato Raffaele Cantone, che avrà un ruolo di garanzia nei lavori di Expo 2015.

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