LO SCAMBIO di embrioni all’ ospedale Pertini «c’ è stato»,
LO SCAMBIO di embrioni all’ ospedale Pertini «c’ è stato», dicono gli esami del Dna, e ha coinvolto due delle cinque coppie che in questi giorni sono state al centro del caso che ha smosso coscienze e provocato un terremoto nel mondo della fecondazione assistita. Colpa di due cognomi simili. Il risultato è che una donna porta in grembo due gemelli non suoi, figli biologici della seconda coppia, in cui invece gli embrioni, anche questi scambiati, non avrebbero attecchito. Ma quest’ ultima coppia non è quella che ha sporto denuncia. La madre biologica dei gemelli non è a sua volta in attesa di un bambino: a quanto si apprende, delle cinque donne che si sono sottoposte al trattamento di fecondazione assistita nei giorni 4-6 dicembre 2013, solo due sono in stato interessante. Una è appunto la coppia che attende i gemelli; l’ altra aspetta un bambino, che è geneticamente compatibile con loro. A confermarlo è stato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. «Alle due coppie coinvolte – commenta il direttore generale della Asl RmB, Vitaliano De Salazar – va tutta la nostra sincera solidarietà, garantendo loro tutta l’ eventuale assistenza professionale». Sul caso la procura di Roma ha aperto un’ inchiesta ed è pronta ad acquisire i risultati delle analisi del Dna. Il Codacons ha depositato un esposto: chiede di verificare «se siano ravvisabili nei confronti della Regione e della Asl competente diverse fattispecie penalmente rilevanti come l’ omissione di atti d’ ufficio e la violazione della legge 40».
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