24 Novembre 2009

Lo scalda biberon è a rischio ustioni

RINVIATO A GIUDIZIO UN MANAGER DELLA CHICCO ARTSANA

 
GRANDATE UNA TEMPERATURA così elevata da fondere la parete del biberon, rischiando di ustionare la madre del bimbo a cui era destinato. Così, per violazione dei requisiti di sicurezza e immissione sul mercato di prodotti pericolosi, è stato rinviato a giudizio il direttore responsabile della qualità dei prodotti della «Artsana spa», Massimo Sirotti, in quanto ritenuto dalla Procura di Como il referente dei requisiti di sicurezza di un modello di scaldabiberon «Casa e auto» di marca Chicco, immesso regolarmente in commercio. UTILIZZATO da un acquirente a bordo dell’auto, avrebbe raggiunto una temperatura tale da fondere il biberon in policarbonato anziché riscaldarlo.  L’esposto è stato presentato dal Codacons di Torino, a cui si era rivolto il consumatore nel luglio 2005: il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello di Torino, prima di mandare il fascicolo a Como per competenza territoriale, aveva fatto svolgere una perizia tecnica a un docente della Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino, il quale aveva messo in luce la potenziale pericolosità del prodotto che «in caso di cattivo contatto tra biberon e termostato, che può essere favorito dalla conformazione dell’apparecchio, si possono raggiungere facilmente temperature superiori ai 120 gradi». IL TUTTO avveniva con l’uso di biberon dalla forma fisiologica anziché cilindrica, ma il libretto di istruzioni non avrebbe dato nessuna indicazione in merito. Dopo una prima richiesta di archiviazione rigettata, il processo è stato fissato per il 18 febbraio prossimo.

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