ll Codacons «siamo soddisfatti, ora si torna a respirare nella valle dell’ irno
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fonte:
- Il Mattino
Fare attenzione alla vertenza occupazionale che, a distanza di anni, non è rientrata nemmeno di un centimetro. Si alza forte l’ appello dei sindacati del settore che stanno seguendo la vicenda delle fonderie Pisano. La revoca, da parte degli uffici tecnici della regione Campania, dell’ autorizzazione integrata ambientale allo stabilimento di via Dei Greci fa, adesso, tornare decisamente un grande punto interrogativo sul futuro occupazionale degli operai dello stabilimento. Che, in attesa che si compia la delocalizzazione dell’ impianto, dovranno affrontare altri mesi di fermo tecnico e, quindi, di ammortizzatori sociali. Questi i motivi per i quali lunedì mattina le segreterie provinciali e regionali della Fiom e della Cgil, hanno indetto una manifestazione di protesta davanti alla sede della giunta della Regione Campania a palazzo Santa Lucia. «Non una parola è stata spesa per dare un orizzonte di serenità ai lavoratori si legge nella nota a firma dei sindacati – Gli stessi lavoratori che hanno già vissuto gli ultimi due anni nella più profonda esasperazione dopo il fermo del 2016 e la riapertura a scartamento ridotto e con lo stipendio dimezzato. Abbiamo sempre ribadito, nel corso di questa annosa vertenza, la necessità di salvaguardare salute e lavoro e si sono mosse in ogni direzione possibile per ottenere la costruzione di un nuovo impianto in altra area industriale». I sindacati hanno chiesto «atti concreti per dare risposte ai bisogni dei lavoratori e per supportare la costruzione del nuovo stabilimento. Su questo abbiamo chiesto, ormai da più di due mesi, un incontro al Governatore della Regione Campania e la riconvocazione del tavolo di confronto con gli assessorati competenti continua la nota della Fiom e della Cgil – Quel tavolo rappresentava e può ancora rappresentare un primo degno segnale al nostro appello a vigilare e supportare il nuovo progetto industriale, che la proprietà ribadisce da tempo di voler realizzare. Chiediamo, dunque, chiarezza e risposte urgenti perché il futuro del lavoro a Salerno, come in tutta la regione, passa necessariamente per l’ industria e va spesa ogni energia affinché sviluppo e investimenti non fuggano altrove». Sul provvedimento a firma degli uffici tecnici della Regione Campania è intervenuto anche il Codacons. «Dopo tante nostre denunce nei confronti oltre che dei vertici delle Fonderie, anche verso l’ Arpac e verso gli amministratori locali dice Matteo Marchetti vice segretario nazionale dell’ associazione a tutela dei consumatori non possiamo che essere soddisfatti per la revoca dell’ autorizzazione integrata ambientale, finalmente si tornerà a respirare in tutta la Valle dell’ Irno e a Salerno, pertanto rinnoviamo l’ invito agli abitanti di Salerno e comuni limitrofi ad inserirsi nei procedimenti di indagini in corso per ottenere il risarcimento dei danni morali e materiali nei confronti di chi ha inquinato ma anche di chi ha taciuto, di chi ha falsificato gli atti o di chi ha omesso di fare il proprio dovere. In altri paesi occidentali chi sbaglia paga quindi il Codacons non accetterà assoluzioni generalizzate». L’ associazione ha, infatti, intrapreso un’ azione collettiva di risarcimento I residenti – si legge in una nota del Codacons Campania – potranno costituirsi parte civile nel procedimento o nei procedimenti e chiedere un risarcimento anche in assenza di danni sanitari, solo per i rischi alla salute corsi e per le conseguenze subite sul fronte ambientale. Chi invece ha contratto patologie riconducibili alla presenza delle fonderie, potrà chiedere in giudizio indennizzi di maggiore entità. di.tu. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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