21 Novembre 2002

Livolsi: il piano Cirio in tempi brevi

Livolsi: il piano Cirio in tempi

Corsa contro il tempo per il gruppo di Sergio Cragnotti, che oggi ha incontrato il ministro Marzano. I consumatori chiedono a Consob e Bankitalia di far luce sull`attività delle banche che hanno collocato i bond

MILANO – Il salvataggio del gruppo Cirio è diventato ormai una lotta contro il tempo, mentre continuano a piovere critiche sul sistema bancario, accusato dalle associazioni dei consumatori di essersi liberato troppo facilmente di bond a rischio, collocandoli ai piccoli azionisti.

Il rappresentante degli obbligazionisti (trustee) non ha dichiarato il temuto cross-default, ma basta un quinto dei possessori di obbligazioni per costringere Cragnotti a rimborsare immediatamente tutti i prestiti, il che equivarrebbe alla liquidazione del gruppo. Si spiega così la fretta di arrivare entro la fine della settimana a un piano di ristrutturazione e finanziamento che soddisfi le banche e le convinca a concedere un finanziamento-ponte

Sergio Cragnotti ha incontrato il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, cui ?è stato illustrata l`attuale situazione del gruppo Cirio-Del Monte anche alla luce degli investimenti industriali necessari per mantenere, anche attraverso un recupero di efficienza, l`integrità di questo importante gruppo agro-alimentare“.

L`advisor Ubaldo Livolsi – che secondo indiscrezioni ieri , ha inviato una lettera alle principali banche creditrici del gruppo (Capitalia-Mcc, Ubm-Unicredito, Bipielle, IntesaBci e Abaxbank) – era presente alla riunione e ha confermato che il nuovo piano arriverà ?in tempi brevi?, mentre Sergio Cragnotti, a proposito di un`eventuale richiesta delle banche di fare un passo indietro, ha chiarito: “Non conosco le loro intenzioni, perché non ho fatto ancora nessuna riunione“.

A Piazza Affari, il titolo Cirio ha chiuso invariato a 0,16 euro, mentre ha invertito la tendenza rialzista degli ultimi giorni la Lazio (-17,73% a 0,7651), che, all`indomani della mancata certificazione dei conti da parte dei revisori, deve incassare il passo indietro di Gheddafi junior sull`ipotesi di rilevare la società, insieme a un interesse dell`imprenditore italo-canadese Carlo Baldassarra.

Il gruppo Cirio ha fatto sapere che non prenderà in considerazione alcuna offerta per le sue attività in dismissione
prima della presentazione del piano alle banche. “Solo allora la Cirio potrà considerare le offerte ricevute“ per gli asset ritenuti non strategici – Ss Lazio, Del Monte Pacific e Bombril – ma anche per alcune appetibili divisioni, come quella passate e conserve, che ha attirato l`attenzione di uno dei leader europei del settore, Conserve Italia. Mentre hano smentito qualsiasi interessamento Granarolo e Parmalat.

Intanto, l`Intesa dei Consumatori ha inviato un esposto a Consob e Bankitalia per chiedere di verificare “con urgenza se i comportamenti posti in atto dalle banche nel collocare i bond Cirio ai risparmiatori siano stati corretti e trasparenti“. Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori sono decisi ad andare fino in fondo e fare chiarezza sul disastroso sviluppo della crisi. “In caso di default – dichiarano – l`Intesa dei Consumatori citerà le banche in tribunale a tutela dei risparmiatori“.

L`Intesa si è anche domandata “come mai né il collegio sindacale né le società di revisione si siano accorti delle difficoltà finanziarie di Cirio, emettendo regolare certificazione di bilancio“. Infine, viene chiesto di sapere “ quali sanzioni saranno eventualmente inflitte a chi non avesse informato preventivamente i clienti “sull` alta rischiosità dell` investimento“.

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