26 Maggio 2006

LITI GIUDIZIARIE Codacons Formula 1

Con un assegno da 8.776 euro, la Ferrari ha evitato in extremis una figuraccia all`ultimo Gran Premio di Imola. A chi è andato il lauto versamento? All`avvocato del Codacons, che peraltro a quell`assegno aveva diritto dal 25 luglio 2005. Cioè da quando il Tribunale di Monza, su ricorso dell`associazione, impedì al Cavallino di correre al Gran Premio d`Italia col marchio Marlboro. E lo condannò a rifondere ai legali del Codacons il 50 per cento delle spese processuali: per l`appunto 8.776 euro. Ma la Ferrari è ricorsa in appello. E quella somma non l`ha mai pagata. Almeno fino allo scorso 14 aprile, quando, col famoso assegno, ha ottemperato all`obbligo. Ma che cosa ha portato Maranello, dopo quasi nove mesi, a più miti consigli? Semplice: un precetto di pagamento inviatogli dal Codacons il 5 aprile. Il precetto è l`anticamera del pignoramento, che l`associazione voleva effettuare proprio in occasione del Gran Premio di Imola. Magari su un alettone o su uno pneumatico della Rossa. La Ferrari, tuttavia, non si è ancora rassegnata alla sconfitta. E ha ricordato al Codacons che, qualora la Corte d`Appello di Milano ribalti la sentenza, quegli 8.776 euro andranno restituiti. Maggiorati di interessi.

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