Lite fra artigiani e Istituto Tumori «Fornitori pagati nei tempi giusti»
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fonte:
- Il Giorno
MILANO L’ ISTITUTO Nazionale dei Tumori non ci sta a finire nel girone infernale della sanità. Oggetto del contendere è l’ indagine dell’ Associazione Artigiani Piccole Imprese (Cgia) di Mestre, che lo colloca tra i «cattivi pagatori» delle forniture sanitarie. Nulla a che vedere con i 509 giorni della Asl di Forlì, o i 670 di quella di Massa Carrara. Ma 184 giorni in media per saldare una fattura, ovvero oltre sei mesi, sarebbero un dato da pecora nera anche per gli standard della tanto blasionata sanità lombarda. INVECE NO . «Ci spiace per quanto sia stato diffuso – spiega il direttore generale dell’ Int, Gerolamo Corno – e non conosciamo nemmeno bene la fonte dei numeri erronei diffusi da Assobiomedica, ma siamo quasi al doppio del dato reale. Nel 2011 abbiamo pagato 11.185 fatture in un tempo medio di 99 giorni. Il ritardo medio è stato di 15 giorni, ma dovuto a casi molto particolari, in cui avevamo contestato l’ importo delle fatture e chiesto una nota di credito, rilevando qualche errore». Si tratta, rileva Corno di dati estratti da un sistema informatizzato, che quindi non sono soggetti a interpretazione. «Oggi – rileva poi il direttore – non dico che sia un lusso essere pagati a novanta giorni, perché noi cerchiamo sempre di farlo, ma la nostra è una struttura complessa ed è probabile che alcune fatture in contestazione, quando magari ordiniamo qualcosa e arriva qualcos’ altro, allunghino i tempi. Ma quelli che ci hanno attribuito ci mortificano, proprio perché noi tutto l’ anno facciamo uno sforzo continuo per mantenere elevati gli standard di efficienza, sia verso i pazienti, sia verso chi collabora con noi». SAREBBERO per la precisione 260, quindi poco più del 2 per cento, le fatture in contestazione. «Certo – sorride il neo presidente Giuseppe De Leo – non è un periodo fortunato. Prima avevamo avuto il problema delle protesi mammarie in silicone Pip, ritirate dal mercato dopo l’ allarme in Francia, a seguito di segnalazioni di rotture precoci. Il Codacons ci aveva accusato di utilizzarle, ma noi non lo avevamo mai fatto. Adesso l’ attacco sulle fatture. Ci viene da chiederci se qualcuno non ce l’ abbia con l’ Istituto dei Tumori». Una battuta, evidentemente. «La realtà – prosegue De Leo – è che da 80 anni curiamo i malati con il massimo impegno e spesso con gradi risultati, certo con enormi sforzi nella ricerca e nel lavoro quotidiano dei nostri medici e paramedici. certo, il problema dei ritardi nei pagamenti della sanità, su scala nazionale, esiste. Ma se leggiamo i dati reali, noi ci facciamo quasi una bella figura».
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