19 Febbraio 2018

Lite familiare «con violenza» Caos De Falco

livorno, accuse al candidato 5 stelle al senato «mai stato aggressivo». di maio va in suo soccorsopolitica»nuovi veleni per il m5s in toscana
di Juna Goti LIVORNOÈ la storia di una famiglia. Una storia che finisce in questura. E che a due settimane dal voto diventa un caso nazionale. Un caso politico nel tritacarne elettorale. Perché a scorrere nei titoli di coda c’ è il nome dei nomi: Gregorio De Falco. Il comandante del “salga a bordo cazzo” gridato a Schettino la notte della Concordia. Il candidato di punta dei Cinque Stelle al Senato in Toscana. «Mio marito, in stato di alterazione, durante un’ accesa lite in casa ha aggredito me e una delle nostre due figlie»: questo ha dichiarato davanti ai poliziotti livornesi la moglie, secondo quanto riportato ieri dal Corriere della sera. «Mai stato violento», ha replicato lui: «Si tratta di una strumentalizzazione mediatica volta alla denigrazione».Va detto subito che quello che sarebbe accaduto martedì scorso in casa De Falco non è scritto in una denuncia, perché moglie e figlia non l’ hanno formalizzata. A quanto risulta al Tirreno, quella mattina c’ è stata una lite tra moglie e marito, lite che avrebbe coinvolto anche la figlia appena maggiorenne, che sarebbe poi fuggita da casa per arrivare alla stazione, forse con l’ intenzione di salire su un treno per Napoli, dove vive. Proprio in stazione la ragazza sarebbe stata notata da alcuni agenti che l’ avrebbero accompagnata in questura, dove sarebbe stata raggiunta dalla madre. Alla fine la moglie del comandante ha preferito non formalizzare la denuncia, ma le sue dichiarazioni, rese davanti a pubblici ufficiali, sono rimaste agli atti, e la segnalazione è arrivata fino agli uffici centrali di Roma. E ai giornali. Così questa storia, delicatissima, diventa un caso nazionale. Twitter scoppia di cinguettii, i parlamentari e i segretari di partito alzano la voce, fino al leader dem Matteo Renzi. Alza il telefono il candidato premier M5S Luigi Di Maio. De Falco scrive su Facebook: «Si tratta di una situazione difficile che la mia famiglia sta attraversando in conseguenza dell’ avvio del procedimento legale di separazione tra me e mia moglie, separazione che ha avuto inizio più di un anno e mezzo fa. Le difficoltà di trovare un accordo economico tra le parti e la tensione che ne deriva è il motivo scatenante dell’ episodio di un recente alterco. Che comunque affermo e ribadirò sempre con onestà, non mi ha visto attore di violenze, ingiustamente attribuite alla mia persona, nei confronti dei miei familiari». La moglie, contattata dal Tirreno, chiede un po’ di tempo, ma in un sms definisce sciacallo chi usa questa notizia per ferire la sua famiglia già in difficoltà. Dal palco dell’ auditorium massimo di Roma va all’ attacco Matteo Renzi: se c’ è «qualche candidato che mette le mani addosso alla moglie o alla figlia, su quello tutti insieme si dica no. Sulla violenza contro le donne non si scherza. Non possiamo rischiare di avere i nostri rappresentanti a quel livello lì». Anche più diretto il deputato Pd Michele Anzaldi: «La denuncia di violenze di De Falco, se confermata, sarebbe gravissima. Un caso del genere lo trasformerebbe nel peggiore degli impresentabili, da far impallidire furbetti, truffatori e scrocconi. Gli italiani tutti, non soltanto le donne, hanno il diritto di sapere tutta la verità».«Spero non sia vero, ma se lo fosse sarebbe di una gravità inaudita. Da donna esprimo solidarietà alla moglie e alla figlia perché comunque sia ne hanno bisogno», scrive su Twitter la sottosegretaria all’ Ambiente Silvia Velo, che di De Falco è la sfidante Pd nel collegio uninominale per il Senato di Livorno e Grosseto. Dalla base grillina chiede l’ espulsione Carlo Taormina, l’ avvocato ex parlamentare di Fi passato a Grillo: «Iscritto a M5S – twitta – chiedo espulsione De Falco, sia cacciato da movimento e liste per violenze. Ben peggio di chi non ha donato». È la seconda volta in una settimana che i riflettori si accendono su De Falco: qualche giorno fa era stato il Codacons a puntare il dito contro di lui dicendo che non è un eroe e mettendo a disposizione i verbali che lo riguardano del processo a carico di Schettino. A questo giro la storia finisce sul divano di Barbara D’ Urso, a Domenica Live, su Canale5, dove ieri era ospite Di Maio. La domanda che scotta sul comandante-candidato arriva alla fine: «So prima di tutto che quando ci sono casi di violenza si ha difficoltà a denunciare – risponde il leader M5S -, quindi la prima cosa che ho fatto è stata chiamare De Falco e gli ho chiesto se fosse vero: lui ha smentito a me e pubblicamente. Ma la violenza sulle donne non è mai accettabile, per questo chiedo anche alla signora di inoltrare la denuncia in modo che possiamo accertare i fatti».

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