8 Giugno 2015

Lite Codacons-Fincantieri su nave Costa Concordia

Lite Codacons-Fincantieri su nave Costa Concordia

NUOVO round all’ associazione consumatori Codacons, nella battaglia con Fincantieri: mirata a visionare tutti i documenti della nave Concordia. È la seconda volta, che Fincantieri si oppone alle richieste di accesso agli atti, presso il Rina, e che perde. Tanto che il Codacons continua ad insinuare dubbi «sul mistero dei documenti segreti relativi al collaudo e ai sistemi di sicurezza della Concordia». Si tratta di capire cosa accadrà ora, con questa nuova sentenza. Fincantieri aveva fatto ricorso contro il Rina, nei confronti del Codacons e del suo responsabile, Ernesto Carusotti: contestava il fatto che il Rina, ente pubblico che certifica la sicurezza delle navi passeggeri, nell’ aprile scorso, avesse consentito a Carusotti di accedere alla documentazione sulle prove effettuate ai fini del rilascio delle certificazioni obbligatorie, per la nave da crociera Costa Concordia. L’ associazione dei consumatori stava così per mettere le mani sulla versione integrale del documento numero 57: i test memoranda peremergency shut down. Il Codacons in realtà aveva già fatto le prime due istanze, il 30 settembre e il 14 novembre 2014. Fincantieri aveva impugnato il provvedimento del 23 dicembre 2014, in qualità di contro interessato del diritto di accesso. Già allora aveva lamentato “l’ indiscriminata ostensione di tutta la documentazione”, senza gli opportuni omissis, in violazione del know how di Fincantieri. Anche Isotta Fraschini Motori, aveva fatto altrettanto. E già il Tar aveva rigettato le tesi d’ accusa. Anche questa volta, il ricorso Fincantieri è stato giudicato infondato. Secondo i giudici, la tutela di riservatezza garantisce agli interessati la visione degli atti relativi ai procedimenti amministrativi, la cui conoscenza si necessaria per curare o difendere i loro interessi giuridici. I giudici hanno però accolto l’ istanza del legale di Fincantieri, disponendo la cancellazione delle “espressioni sconvenienti e offensive nella memoria del Codacons, e segnatamente l’ espressione di “pura, semplice ed aperta malafede” e “spudoratamente spalleggiata dal Rina in un gioco delle parti” e “combutta”, espressioni irriguardose, che superano il limite della convenienza processuale e sembrano piuttosto dettate da un inammissibile intento denigratorio della controparte, senza rispondere ad obiettive esigenze difensive”. Comunque sia, per effetto della nuova sentenza, Fincantieri dovrà versare 3mila euro al Rina e 3mila al Codacons, per le spese di lite: ferma restando la sua possibilità di appellarsi al Consiglio di Stato. Intanto, il Codacons ha denunciato Fincantieri al tribunale ordinario, sostenendo che neghi documentazioni non riservate, utili a capire cosa sia accaduto alla Concordia. Fincantieri rivendica il dovere di tutelare il suo nome e i suoi segreti costruttivi.
SONDRA COGGIO

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