9 Gennaio 2015

Lite aperta sui clandestini imbarcati «La responsabilità è solo nei porti»

Lite aperta sui clandestini imbarcati «La responsabilità è solo nei porti»

 Il Codacons ha presentato nella giornata di ieri un’ istanza alla Procura di Bari volta ad ottenere i dati relativi al carico della Norman Atlantic. Informazioni indispensabili ai consulenti dell’ associazione costituitasi parte offesa nel procedimento – che stanno studiando approfonditamente le cause dell’ incendio divampato sul traghetto, anche ai fini delle istanze di risarcimento che dovranno essere avanzate. Per l’ associazione dei consumatori è estremamente urgente conoscere quanto prima il contenuto dei Tir ancora stivati nel garage della nave. A tal fine i documenti di trasporto degli automezzi e la raccolta diretta di informazioni dagli autisti possono fornire dati preziosi. Monta la polemica, intanto, a margine della tragedia che ha coinvolto il traghetto “Norman Atlantic”, attorno alle responsabilità legate ad eventuali ingressi di clandestini nelle stive delle navi: «Il controllo e quindi ogni responsabilità spetta al personale della security portuale e non all’ equipaggio. È quanto stabilisce Il Codice internazionale per la sicurezza delle navi e degli impianti portuali», precisa in una nota il Collegio nazionale capitani, associazione professionale che rappresenta gli ufficiali della marina mercantile italiana. “Per le stesse disposizioni internazionali rimarca il sodalizio – il comandante che riceve veicoli a bordo non può controllare il carico di un mezzo pesante sigillato”. Il Collegio dei Capitani solleva anche il problema «dell’ indipendenza, sia dei vari Registri che hanno come clienti gli armatori delle navi, sia dei comandanti nei rapporti con le rispettive compagnie: chi si assume la responsabilità di fermare una nave, nel caso ci siano lacune preoccupanti?». C’ è poi la questione della «non sicurezza delle lance cosiddette di salvataggio: un problema tenuto opportunisticamente nel dimenticatoio» e che dipende sia «dai mezzi meccanici inadeguati, sia dall’ impreparazione del personale, talvolta reclutato all’ insegna del minor costo». Il Collegio dei capitani chiede che «vengano riconosciute le competenze marittime indispensabili per chiarire le dinamiche del sinistro».

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