L’Italia tornerà all’energia nucleare
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fonte:
- Corriere della Sera
L’Italia tornerà all’energia nucleare Il voto al Senato. Nella legge anche class action e fondi per l’editoria
ROMA L’Italia si riaccende di energia nucleare. Torneranno le centrali, questo prevede il ddl sviluppo che ieri il Senato ha convertito in legge con 154 voti a favore, uno contrario e un astenuto. L’opposizione è uscita dall’Aula. Il provvedimento, 64 articoli, inoltre introduce la class action, azione legale collettiva, che però non sarà reatroattiva e scatterà non prima di gennaio 2010. Poi ripristina i fondi per l’editoria: 140 milioni in 2 anni finanziati con un aumento della Robin tax, che colpisce la valorizzazione automatica delle scorte petrolifere. Il rilancio del nucleare, assicura il ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola «sarà un affare per il Paese e uno ancora più grosso per i territori». L’opposizione lo accusa di «ritorno alla preistoria» (Legambiente) e di «follia ambientale ed economica » (Francescato, Sl), ma il rappresentante del governo tira dritto: «Non possiamo farci influenzare dalle paure. Finalmente passiamo da misure di emergenza anticrisi a riforme strutturali». Il piano è questo: «Classificheremo i siti per sicurezza e collocazione ideale. Poi su questa mappatura sarà il mercato a decidere, l’approccio sarà di confronto e condivisione ». I candidati, assicura, non mancheranno. «Abbiamo la disponibilità di enti locali ad accogliere le centrali ». Posa della prima pietra entro fine legislatura. «Nel mondo sono 500, una trentina a 150 km dai nostri confini, anche Obama ne ha avviate 4, non credo che il popolo italiano sia più fesso del resto del mondo». Il Paese approderà dunque a questo mix elettrico: 50% fonti fossili (oggi 83%), 25 rinnovabili (sono il 18), più un 25 di nucleare. «Finora abbiamo pagato l’energia elettrica il 30% in più degli altri europei», calcola Scajola. Contento l’ad dell’Enel, Fulvio Conti: «Scelta storica, è un’opportunità strategica, faremo la nostra parte». «È una legge di svolta, contro la politica dei no che ci ha reso dipendenti dalle importazioni di gas e petrolio», commenta Maurizio Gasparri. «Guardiamo al futuro», aggiunge Federico Bricolo, Lega Nord. «Facciamo un salto all’indietro di 20 anni con il nucleare insicuro, antieconomico e inquinante» ribatte Roberto della Seta del Pd. Negativo anche Antonio Di Pietro: «Questa è una bomba ad orologeria per la salute dei cittadini». Una «strada sbagliata» per Vasco Errani, presidente della conferenza delle Regioni. «Scelta autoritaria, la Puglia resterà verde », promette il governatore Nichi Vendola. E c’è parecchia polemica anche sull’introduzione della class action ad effetti differiti. La proroga dell’azione collettiva non piace al presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà: «Sarebbe opportuno che i principi fossero quelli del codice civile per cui sono azionabili i diritti che non sono prescritti». La disciplina appena varata scontenta le associazioni dei consumatori. Perché di fatto cancella la possibilità di incidere sui grandi crac finanziari come Cirio e Parmalat. O quella degli azionisti e obbligazionisti Alitalia di promuovere giudizi congiunti. «Una manovra contro chi viene truffato e un aiuto a chi ha volontariamente frodato », accusa la Federconsumatori. Per Elio Lannutti, senatore Idv e presidente dell’Adusbef «il governo ha messo una pietra tombale sugli scandali finanziari che hanno rovinato la vita a milioni di risparmiatori». Il Codacons: «I politici hanno ceduto alle pressioni di Confindustria ». L’Adoc: «Danneggiano i consumatori e premiano imprese scorrette».
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