L’Italia svende un patrimonio e in Francia fanno il contrario
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fonte:
- Libertà
Giovedì 19 novembre, la Camera dei Deputati, ha approvato, con voto di fiducia al governo Berlusconi, il decreto "Ronchi" contenente una legge che conferisce ai privati la gestione di gran parte dei servizi pubblici comunali, compresa l’acqua. Questa legge prevede che vari servizi comunali, tra cui acqua, rifiuti e trasporti pubblici locali, debbano essere affidati ad aziende private. Tutte le aziende adibite alla gestione di servizi municipali che ancora non rispettano questi requisiti devono adeguarsi entro il 2011. Tale disposizione va chiaramente a favore di tutte quelle imprese "private" che andranno a gestire il business della distribuzione dell’acqua, e siamo certi di non sbagliare indicando tra i maggiori beneficiari le grandi multinazionali, le banche ed i fondi di investimento, che potranno fare grandi profitti a scapito dei cittadini. Infatti questi "privati" hanno come fine unico la massimizzazione dei profitti, cioè fare soldi il più possibile, e il pericolo per i cittadini è quello di avere non solo tariffe ancora più alte, ma anche tagli di personale e precarizzazione dei contratti occupazionali, come dimostrano i risultati in quei territori che già hanno privatizzato l’acqua e gli altri servizi pubblici. Ad esempio ad Aprilia, nella provincia di Latina, dove questo si è già realizzato da alcuni anni, si è registrato, oltre ad un aumento dei disservizi, anche un aumento vertiginoso delle tariffe. Secondo i calcoli di tutte le più importanti associazioni di consumatori, dal Codacons a Federconsumatori, con la privatizzazione della rete idrica finiremo per pagare l’acqua dal 30% al 40% in più di adesso. D’altro canto suonano come una presa in giro le rassicurazioni sul fatto che la liberalizzazione dell’acqua faciliterà la risoluzione del problema delle reti "colabrodo", fatte da parte dei ministri Ronchi (politiche comunitarie) e Fitto (rapporti con le Regioni). Appare chiaro e facilmente comprensibile a tutti che, per risolvere il gravissimo problema delle perdite lungo le condotte idriche, basterebbe semplicemente un’azione decisa e costante da parte delle autorità e degli organi di controllo per imporre le necessarie riparazioni e il costante monitoraggio delle condutture, cosa che in Italia sembra pura utopia.. Ma, guarda caso, non distante dall’Italia succede esattamente il contrario… a Parigi il sindaco di centrodestra dopo anni di disastrosa gestione dei privati è tornato a rendere pubblica la rete idrica? Insomma proprio nei giorni in cui Pdl-Lega in Italia spingono sulla svendita del patrimonio del popolo, i loro colleghi transalpini prendono coscienza dell’importanza strategica dei servizi pubblici. Per l’ennesima volta cade la maschera della Lega che, a parole, si batte per gli interessi dei cittadini e l’autonomia degli enti locali e nei fatti vota a favore di un provvedimento che va a discapito dei cittadini stessi ed espropria le comunità locali di un bene essenziale… il tutto per favorire banche, multinazionali e speculatori privati…. Forza Nuova ritiene tutto ciò assolutamente inaccettabile e si mobilita per bloccare il decreto Ronchi… o dopo l’acqua finiranno per voler privatizzare anche l’aria che respiriamo! L’acqua e’ un diritto e un bene di tutti, non una merce su cui speculare! Pertanto FORZA NUOVA chiede: – Ai Presidenti delle Regioni di presentare ricorso di costituzionalità contro l’Art. 15 del D. L. 135/09 a tutela della autonomia degli Enti Locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione. – Agli Eletti nei Consigli Comunali di prendere posizione contro l’Art. 15 del D. L 135/09 e di assumere l’impegno ad inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e dichiarando il servizio idrico privo di rilevanza economica.
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