«L?Italia importi il mais transgenico»
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fonte:
- Corriere della Sera
«L?Italia importi il mais transgenico»
Pressioni Usa perché Roma tolga il divieto. Alemanno: l?importante è garantire libertà di scelta ai consumatori
ROMA – Basta con la «tolleranza zero»: sugli organismi geneticamente modificati l?Italia deve cambiare rotta. E? questa la richiesta giunta dagli Stati Uniti e girata dal nostro ministero degli Affari Esteri ai dicasteri interessati, per tentare di vincere ogni resistenza. La prova è tutta in un documento riservato, che il Corriere è in grado di rivelare, nel quale si fa esplicito riferimento al decreto presidenziale che vieta l?importazione di quattro categorie di mais transgenico e si sottolinea a chiare lettere: «Gli Usa premono perché quel provvedimento venga ritirato». Si tratta di una lettera di convocazione ad una riunione indetta dalla Direzione generale per l?integrazione europea della Farnesina «al fine – si legge nel testo – di mettere a punto una linea politica sul problema delle biotecnologie. Soprattutto in vista dell?incontro tra il Presidente Berlusconi e il suo omologo americano Bush del 27 maggio». A dar peso ai sospetti del presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, di un «piano Bush-Berlusconi per spalancare le porte dell?Italia al transgenico», fornisce indizi il modo nel quale vengono introdotti i temi al centro dell?incontro. «Verranno esaminate le questioni relative al decreto del 4 agosto 2000 (sul mais ogm, ndr ) nonché le implicazioni del documento del ministero delle Politiche Agricole “Organismi transgenici ed agricoltura: il tempo delle scelte“» si anticipa nella nota. Ma poi si sottolinea: «Secondo quanto richiesto dalla nostra ambasciata a Washington con messaggio n. 2739 del 6 maggio 2002».
«E? un complotto», denuncia Alfonso Pecoraro Scanio. «Bush vuole incassare questo risultato ancora prima del vertice Fao», dichiara. «E Berlusconi intende presentarsi all?incontro con lui con l?annuncio che verrà revocato quel decreto, infischiandosene del danno enorme che l?apertura al transgenico provocherebbe all?agricoltura e ai prodotti tipici italiani». Il rischio, secondo l?ex ministro che adottò la linea della cautela tuttora vigente, è che i semi geneticamente modificati e resi più resistenti mediante la tecnica del «Dna ricombinante», contaminino gli altri, distruggendo la biodiversità e facendo perdere all?Italia il grande business dell?agricoltura biologica. Per far scoprire le carte al governo, Pecoraro Scanio, che guiderà una manifestazione di protesta sotto l?ambasciata Usa, lancia una sfida al ministro delle Politiche Agricole: «Deve dire da che parte sta».
Il ministro Gianni Alemanno evita la polemica. Da sempre contrario agli Ogm, ribadisce che l?importante è garantire la «libertà di scelta al consumatore». E anticipa la presentazione, in uno dei prossimi Consigli dei ministri, di un documento di avvio di un dibattito che coinvolga sul tema «l?intero sistema Paese».
Ma le polemiche infuriano. «Il governo non ceda a Bush», invoca il Wwf. «Tuteleremo la nostra cultura alimentare e la qualità della nostra vita, contro ogni ingerenza», minaccia Legambiente. «Gli italiani non vogliono gli Ogm nel piatto e devono essere liberi di rifiutare i prodotti delle multinazionali», aggiunge Greenpeace. E le associazioni dei consumatori sottolineano come le «sementi Ogm rappresentino un?odiosa forma di sfruttamento dell?agricoltura».
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