22 Maggio 2006

L`Italia del pallone si divide su Lippi

ROMA – Ormai il dibattito è generale, dal mondo del calcio a quello della politica, dallo spettacolo al pianeta della Giustizia, tutti sembrano voler dire la loro, e al centro c`è sempre lui, Marcello Lippi. Ha il diritto o no di essere il ct dell`Italia ai Mondiali, ormai imminenti? C`è chi lo difende a spada tratta, visto che di sentenze finora non c`è stata traccia, come il senatore a vita Giulio Andreotti, e chi invece ne chiede la testa, come Adusbef, Codacons e FederConsumatori. Intanto gli azzurri si radunano oggi a Coverciano, dove Lippi riceverà la visita del commissario straordinario della Figc Guido Rossi. Anche all`estero cominciano ad interrogarsi sul caso dell`ex allenatore della Juventus: in Spagna (come peraltro in Italia) scrivono che sarebbe stato messo in preallarme Carlo Ancelotti, in Brasile si chiedono cosa succederà in caso di ulteriori sviluppi del Moggi-gate a giugno, a Mondiale in corso. Lippi sembra impermeabile a tutto ciò, e tira dritto. Come ha detto dopo essere stato interrogato dai magistrati di Roma, adesso pensa solo al Mondiale, convinto com`è del diritto che ha di esserci. Fino a prova contraria, pensa il ct, non è un peccato essere stato un dipendente (tale è un allenatore, seppur ben retribuito) della Juventus, e quanto alla Gea una delle pochissime frasi che Lippi si è lasciato sfuggire in questi giorni è di non aver mai avuto un procuratore, tanto meno il figlio Davide.

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