L`ISTITUTO DI SANITÀ / «Non ci sono rischi genetici»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
È un messaggio tranquillizzante quello che arriva dall`Istituto superiore di sanità, confermato anche dall`Autorità alimentare Ue di Parma: la sostanza ITX che ha contaminato alcune tipologie di latte per bambini della Nestlè non è a rischio e non ha effetti genotossici. In altri termini, non provoca alterazioni genetiche. Secondo gli esperti dell`Iss, che hanno elaborato «una prima valutazione» relativamente ai dati tossicologici forniti dalla Commissione Europea al Ministero della Salute tramite la Rete di Allerta, dunque, «emerge che il rischio di effetti genotossici, in seguito ad ingestione di ITX, assente o trascurabile» e che «non risultano disponibili informazioni su altri effetti tossici». Sono dunque negativi i primi dati di tossicità e sembra certo che la sostanza ITX non determina alterazioni genetiche. Pericolo scampato? Almeno in parte anche se, ha sottolineato il responsabile del centro antiveleni dell`università Cattolica Alessandro Barelli, «non sono tuttavia ancora noti ulteriori dati sulla tossicità della sostanza» e non risultano disponibili altre informazioni su eventuali altri effetti. Insomma, resta lo stato di allerta anche se gli esperti invitano alla calma. Ed un`esortazione in tal senso è arrivata anche dal direttore responsabile per la Sicurezza alimentare della Commissione europea, Paola Testori, la quale ha assicurato che, secondo l`opinione dell`autorità alimentare di Parma, «non c`è per ora indicazione di rischio». Posizione confermata anche dai pediatri italiani, che hanno comunque invitato le famiglie ad optare per i prodotti di latte in polvere. Intanto, consumatori e genitori continuano ad accusare il ministero della Salute di un colpevole ritardo nell`informare le famiglie. «È scandaloso – ha affermato la presidente del Movimento italiano genitori Moige, Maria Rita Munizzi – il rimpallo tra azienda e ministero». E Intesaconsumatori (Aduc, Adisbef, Codacons, Federconsumatori) passa all`attacco: ha presentato una maxi richiesta di risarcimento danni alla Nestlè per 100 milioni di euro. Anche il Movimento difesa del cittadino (MDC), che propone un bonus del valore equivalente a quello delle confezioni di latte contaminato già acquistato e non consumato, sta presentando esposti in varie procure.
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