20 Maggio 2020

Listini su dal barbiere e arrivano le offerte per l’ abbigliamento

IL FOCUS/2 ROMA All’ inizio è stato entusiasmo reciproco: per l’ esercente, e per il consumatore. In molti casi il passaggio alla cassa ha fatto cambiare umore al cliente. Dopo due mesi di astinenza per tantissimi italiani finalmente è arrivato il momento di riuscire a sorseggiare un caffè espresso al bancone del solito bar o fare colazione con brioche e cappuccino seduti al tavolino in piazza. Una soddisfazione enorme. Un po’ meno, quando lo sguardo è caduto sullo scontrino. Dalla Sicilia alla Val d’ Aosta sono stati tantissimi i casi segnalati di rincari rispetto all’ era pre-Covid. A Milano c’ è chi ha dovuto pagare anche due euro per un caffè espresso al bancone. E pure barbieri e parrucchieri non hanno resistito alla tentazione di scaricare sui clienti i costi della chiusura forzata e dei nuovi dispositivi obbligatori di protezione. Aggiungendoci anche qualche ulteriore margine. Tra ieri e l’ altro ieri le associazioni dei consumatori sono state invase dalle segnalazioni. «Il mio parrucchiere (località Seregno – MB) ha aumentato il costo per shampoo e taglio capelli a 25, in fase pre-covid era di 15» scrive una signora al Codacons. «La mia parrucchiera ha alzato i prezzi qua a Campobasso» comunica un’ altra. «Buongiorno vorrei segnalare l’ aumento di un caffè nel bar a Genova quartiere San Fruttuoso da 1,10 aumentato a 1,20» si lamenta un signore. «A Firenze alcuni locali hanno portato il costo dell’ espresso a 1,70 euro, mentre a Roma si arriva a pagare 1,50 euro, contro 1,20 euro di Genova» riferisce preoccupato Carlo Rienzi, presidente Codacons. Ma non ci sono stati solo rincari. Sono tantissimi i commercianti che – mentre i politici discutono se è il caso di posticipare i saldi ad agosto oppure se anticiparli il più possibile – hanno deciso da soli. E in molti, soprattutto nel campo dell’ abbigliamento e degli accessori, hanno scelto di giocarsi la carta delle promozioni per attirare i clienti, attivando sconti anche fino al 70% pur di svuotare gli scatoloni nel retro del magazzino. «Non sappiamo se la prossima settimana queste promozioni ci saranno ancora. Probabilmente i proprietari in questi primi giorni vogliono vedere come vanno le vendite» dice una commessa di una catena di negozi di abbigliamento sportivo a Roma. Ribassi o non ribassi, però, i negozi restano ancora quasi deserti. Soprattutto quelli dei centri storici. Va un po’ meglio nei grandi centri commerciali. «Lunedì, primo giorno di apertura di tutti i reparti, abbiamo avuto un vero e proprio assalto di persone» dice Sabrina, giovane commessa di uno store di arredamento per la casa e attrezzature da giardino. Ieri però, a guardarsi in giro, tra corridoi mezzi vuoti, l’ entusiasmo sembrava già quasi rientrato. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
giusy franzese

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox