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15 Novembre 2010

Liste d’ attesa inaccettabili per una mammografia

PalermoPeggiora la situazione delle liste d’ attesa sanitarie nelle nove province siciliane e il Codacons annuncia azioni legali per il risarcimento dei pazienti. Da un’ indagine commissionata all’ agenzia di marketing e statistiche Csc – riferisce il Codacons – risulta che il Cup non funziona e non garantisce le prenotazioni previste dalla legge. Per una mammografia – afferma il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi – i tempi vanno da un minimo di 8 mesi a un massimo di 1 anno e 2 mesi dalla richiesta. «Spesso inoltre – continua Tanasi – gli operatori addetti alle prenotazioni delle visite non rispondono nemmeno al telefono e a Palermo o Agrigento è praticamente impossibile prenotare una qualunque visita specialistica attraverso il numero predisposto». Secondo il responsabile dell Csa, Sergio Consoli, è difficile non solo ottenere una visita, ma anche reperire su internet i numeri verdi dei Cup provinciali. Per Tanasi vi è «un inceppamento di tutto il sistema», perchè «la gestione della sanità non può essere valutata esclusivamente da un punto di vista economico». Nel confronto con le altre Regioni, la Sicilia risulta «ultima nella programmazione e gestione della spesa sanitaria sul territorio»; «la spesa pro-capite destinata alla specialistica del territorio è la più bassa d’ Italia; si fanno 2,6 visite per abitante contro una media nazionale di 3,7 (cioè quasi 5 milioni di viste l’ anno in meno)». Le prestazioni pubblico-privato erogate sul territorio appaiono in Sicilia le più basse 11,6 pro-capite rispetto al 17,3 della Toscana. «Questi dati – sostiene il Codacons – se sommati al fatto che per legge le visite specialistiche dovrebbero essere gestite entro le 72 ore in casi urgenti e in un massimo di 30 giorni per visite di controllo non urgenti, ma che nella realtà dei fatti non si rispetta nemmeno l’ ottimistica previsione degli stessi Cup di servire tutti entro 60 giorni, rendono il quadro della sanità siciliana sempre più deprimente». Codacons dice allora che è già possibile presentare richiesta di rimborsi spese, quando i cittadini siano stati costretti a pagare privati per ricevere in tempi decenti prestazioni sanitarie previste anche dal servizio sanitario pubblico e risarcimenti quando le visite specialistiche siano state prenotate con ampio ritardo rispetto alle indicazioni della legge.
 

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