26 Febbraio 2008

L`Istat segnala il pessimo andamento delle vendite di fine anno

stat segnalano il pessimo andamento delle vendite di fine anno Bersani: “Ora dobbiamo mettere più soldi in tasca ai salariati“ Neanche i saldi ormai seducono gli italiani in difficoltà Codacons: “Segnali gravi“ ROMA. Gli italiani non comprano più, non hanno i soldi per farlo. Così anche i saldi cambiano pelle, vanno bene i primi giorni, quando si compra il necessario, poi basta. Il superfluo non ha più acquirenti. L`ulteriore certificazione della crisi viene dall`Istat e si aggiunge ai segnali ormai numerosi che giungono da ogni parte. Nello scorso dicembre, rispetto allo stesso mese del 2006, le vendite al dettaglio hanno segnato uno 0,6% in meno. Considerando tutto il 2007 raffrontato al 2006, invece, si registra una crescita dello 0,5%. Ma attenzione, i dati sono al lordo dell`inflazione. Gli incrementi sono calcolati sul valore corrente delle vendite e, quindi, “incorporano sia la dinamica delle quantità che dei prezzi“. Come dire che la flessione è stata ben più pesante. “E` un dato figlio della bassa crescita – commenta l`Ufficio studi di Confcommercio – e la situazione non cambierà nei prossimi mesi“. “Dati non brillanti – dice Pierluigi Bersani, ministro dello Sviluppo economico – dobbiamo mettere più soldi in tasca ai salariati. Aver interrotto una manovra di questo genere è un guaio. Bisogna riprenderla“. “I dati – è il commento del Codacons – rispecchiano la crisi che stanno vivendo i consumatori italiani, sempre più in difficoltà con gli acquisti e con i bilanci da far quadrare“. Scendendo nel dettaglio delle analisi l`Istat mostra come il settore alimentare una parvenza di crescita (sempre al lordo dell`inflazione) la mostri, con un +0,2%, mentre il settore non-alimentare tracolla con un -1,1%. L`analisi dell`andamento delle vendite fatta per tipologia di negozio non fa che confermare le difficoltà dei consumatori italiani. Si cerca sempre più il grande supermercato o il discount, dove talvolta si possono trovare offerte vantaggiose o, comunque, prodotti di marca a prezzi inferiori a quelli praticati nei piccoli negozi. Ed è qui, infatti, che la crisi si fa sentire di più. Il confronto fra le due tipologie di vendita, grande distribuzione e piccola impresa, è spietato: nel 2007 la grande distribuzione ha fatto segnare un +1% di vendite (+1,9% gli hard discount), i piccoli negozi un -0,3%. “E` vero, la grande distribuzione tiene – dice Aldo Soldi, presidente di Coop Italia – noi nel 2007 cresceremo più dell`inflazione, anche se in misura inferiore degli altri anni. Così come è vero che il consumatore si orienta sulle offerte speciali e sui prodotti con il marchio del supermercato“. Quanto alle ragioni della frenata Soldi non ha dubbi: “E` diminuito il potere di acquisto delle famiglie, fino a che non tornerà ad aumentare non potranno che diminuire i consumi. La politica dei prezzi? Certo, è importante. Abbiamo scelto, dove possibile, di assorbire noi gli aumenti, in altri casi li abbiamo diluiti, in altri ancora gli abbiamo respinti alle industrie. Siamo stati i primi a denunciare aumenti che non consideravamo giustificati nel settore del grano e dei derivati, del latte“. Se nel settore alimentari l`aumento delle vendite c`è comunque stato (+0,2% dicembre 2007 su dicembre 2006, e +0,9% 2007 su 2006), nel settore del non-alimentare la flessione è stata netta (-1,1 nel primo caso, solo +0,2% nel secondo). Con telefonini e gioielli che segnano un -0,7% su base annua e -2,4 e -1,9% confrontando l`ultimo mese del 2006 e 2007.

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