21 Marzo 2006

L`Istat parla di segnali di miglioramento

L`Istat parla di segnali di miglioramento, in gran parte dovuti al costo dell`energia. Buon andamento anche dell`estero: +14,5% In aumento il fatturato dell`industria A gennaio +8,4%, con un rialzo del mercato interno e più ordinativi



MILANO. L`industria italiana dà segni di miglioramento, anche se sembra prematuro parlare di consolidamento della ripresa. L`Istat ha comunicato che il fatturato dell`industria a gennaio ha registrato un aumento dell`8,4% rispetto allo stesso mese del 2005. In particolare, il fatturato è aumentato del 6,2% sul mercato interno e del 14,5% su quello estero. Si registrano variazioni positive in tutti i settori, ma volano gli affari per le raffinerie di petrolio (+27,1%) mentre va bene l`industria dell`auto (+19,5). In crescita anche il settore delle pelli e calzature (+17,1%) e della produzione di mobili (+17%). E vanno bene anche gli ordini. A gennaio si è registrata una crescita del 9,8% sullo stesso mese dell`anno precedente. Gli ordinativi all`industria vedono un incremento del 16,6% per quanto riguarda i mercati esteri e del 6,4% per il mercato interno. A trainare il fatturato dell`industria, a guardare i dati, è soprattutto il settore energia. E questa non è una bella notizia. Infatti l`aumento del fatturato è dovuto all`aumento del prezzo del petrolio (i prodotti energetici sono cresciuti, in media del 23,2%) e questo danneggia la crescita complessiva dell`economia. Petrolio a parte, va forte la produzione di auto (bene le vendite all`estero) ma bisogna dire che il settore viene da anni di profonda crisi. Un dato che fa ben sperare per il futuro sono gli ordinativi di automobili, in aumento del 31% in Italia e del 38% per quanto riguarda la domanda straniera. Immediate le reazioni. Il Codacons, una delle associazioni di consumatori, dice che “ci troviamo di fronte a un dato negativo, perché l`aumento del fatturato è dovuto solo alla crescita dei prezzi energetici“. Di parere opposto il viceministro Urso: “Sia gli ordinativi che il fatturato crescono all`estero con un ritmo doppio rispetto al mercato interno. A trainare sono soprattutto i settori di punta del made in Italy, dal comparto dell`arredo-mobili a quello delle pelli e delle calzature“. “Di questo passo – dice Urso – si può realisticamente affermare che le stime del Pil potranno superare la soglia prevista dell`1,5%“. Sprizza ottimismo il sottosegretario al Lavoro, Maurizio Sacconi. “Sono molti gli indicatori della ripresa. E` significativo il fatto che, oltre agli ordini sull`estero, crescano quelli interni. E` positivo il dato tendenziale anche per il il fatturato. Non si tratta- di assumere un atteggiamento trionfalistico, ma di riconoscere che non ha fondamento una lettura tutta negativa dell`economia italiana. Al contrario ci sono, per quanto limitati, segnali positivi. Ora bisogna aiutare questi segnali intervenendo sui costi di produzione“.

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