17 Settembre 2002

L?ISTAT corregge i dati delle città campione

L?ISTAT corregge i dati delle città campione sull?inflazione

L?ISTAT corregge i dati delle città campione sull?inflazione e fissa al 2,4% la crescita dei prezzi in agosto. Un lieve ritocco rispetto al 2,3% fin qui ipotizzato che ha però scatenato una nuova ondata di polemiche, con il Governo che ha minimizzato e le associazioni dei consumatori scatenate nel denunciare la fondatezza sugli allarmi lanciati nel corso dell?estate. Preoccupati anche i sindacati, mentre dalle opposizioni sono partite bordate contro il Governo accusato di sottovalutare la portata della situazione.
Le prospettive, secondo i principali analisti, restano assai poco promettenti. Venerdì dalle città campione potrebbe arrivare la conferma di un?inflazione in crescita anche a settembre con i prezzi lanciati verso il 2,5- 2,6% spinti dalle nuove tensioni sul greggio e dal tradizionale ritocco dei listini autunnali, a cominciare dalla scuola.
Ma è stato lo stesso Istat nel comunicare ieri i dati definitivi a cercare di ridimensionare l?allarme per agosto parlando di «mero ritocco statistico indotto da un diverso calcolo degli arrotondamenti».
Una precisazione che non è stata sufficiente a evitare la nuova ondata di polemiche. «Sugli aumenti avevamo ragione noi» hanno ribadito ieri le principali associazioni dei consumatori, sottolineando il pericolo di «un?inflazione che viaggiando ben oltre il 2% fissato dalla Bce ostacola anche l?abbattimento dei tassi di interesse».
Ma per il Governo le cose non stanno così. «I dati dell?Istat – ha commentato il ministro dell?Industria Antonio Marzano – non solo non sono preoccupanti, ma anzi ci spingono a dire che l?inflazione è sotto controllo». Tra l?altro Marzano ritiene possibile una riduzione della bolletta elettrica di almeno il 5% nell?arco di un triennio.
Un?analisi sostanzialmente condivisa dalle associazioni dei commercianti. Per Confcommercio infatti «più che il tasso di inflazione a preoccupare devono essere i girotondi dell?economia che da mesi si sta avvitando senza riuscire a dare alcun segnale di ripresa». Preoccupati anche i sindacati che chiedono misure più incisive per contrastare la crescita dei prezzi. Sullo sfondo c?è in ballo anche la tornata dei rinnovi contrattuali legati a doppio filo all?andamento dell?inflazione. Una prospettiva che preoccupa Confindustria. Il capo dell?ufficio studi, Giampaolo Galli, ha infatti invitato i sindacati a non imbarcarsi in «una battaglia a perdere, sull?Inflazione programmata che se rispettata darebbe un chiaro segnale di credibilità». Ma i sindacati non accettano questa chiave di lettura. «Gli ultimi aumenti – ha spiegato ieri il segretario confederale Cisl Pierpaolo Baretta – fanno crescere le nostre preoccupazioni in vista dei rinnovi di contratti di settori come il pubblico impiego e i metalmeccanici». Per questo è necessaria «una terapia d`urto su prezzi e tariffe». Più dura la Cgil secondo cui gli ultimi dati «danno la spallata finale alle previsioni fatte dal Governo nel Dpef e nel patto per l?Italia minando di fatto la loro credibilità». Accuse al Governo anche dalle opposizioni.

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