L?Istat conferma: prezzi al 2,6 per cento
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fonte:
- Il Piccolo
L?Istat conferma: prezzi al 2,6 per cento
MILANO – Il tasso annuo di inflazione è salito a settembre al 2,6%. Rispetto ad agosto, il rialzo è stato invece dello 0,2%. È la stima provvisoria comunicata dall`Istat, che ha confermato il dato proveniente dalle città campione. Il dato definitivo verrà reso noto il 14 ottobre. La variazione annua è la più alta dal settembre 2001. Per il Governo è stato il ministro alle Attività produttive Antonio Marzano a gettare acqua sul fuoco: «Il tasso d`inflazione, se confrontato con i due anni precedenti, è oggi inferiore». Sono stati alberghi, ristoranti e pubblici esercizi a far registrare il rialzo più consistente: +4,8% rispetto al settembre 2001, +0,2% sullo scorso agosto. Ma gli incrementi sono stati consistenti anche nel settore dell`istruzione, come da tradizione nel mese di riapertura delle scuole: +3,7% annuo e +1,9% su agosto. Aumenti superiori alla media anche per ricreazione, spettacoli e cultura (+3,2% annuo e +0,1% su agosto) e per prodotti alimentari e bevande analcoliche (+ 3,1% annuo e +0,3% mensile). Prezzi freddi nel settore delle comunicazioni (-0,9% annuo e stesso livello di agosto) e dei trasporti (-0,5% mensile).
Quanto alle polemiche ormai rituali sull`attendibilità del paniere scelto dall`Istat per misurare il costo della vita, il presidente della Commissione Attività produttive della Camera, Bruno Tabacci, non ha chiuso la porta ad un eventuale cambio di paniere: «Vedremo se sia il caso di proporre un suo aggiornamento». Intanto, i consumatori sono tornati a suonare l`allarme sul caro-prezzi: secondo l`Intesa, che raggruppa Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc, l`inflazione costerà in un anno a ciascuna famiglia italiana 1.081 euro in più: «Ci sono picchi del 10,9% per i servizi bancari e del 10,7% per quelli assicurativi». L`Intesa si scaglia anche contro l`aumento del costo del biglietto della Lotteria Italia: da 5.000 lire a 3 euro l`incremento è stato del 16%. Le tensioni dell`economia si stanno ripercuotendo anche sulla fiducia degli italiani: secondo una ricerca effettuata dall`Ispo, l`istituto presieduto da Renato Mannheimer, il 35% degli italiani teme un peggioramento della situazione economica. I meno ottimisti sono gli abitanti del Nord Ovest e del Centro.
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