5 Aprile 2018

Liquame versato nella roggia Scattano i primi esposti

Va migliorando di ora in ora la situazione della roggia Rino, uno fra i più importanti corsi d’ acqua dell’ Alto Cremasco, oggetto nella notte fra lunedì e martedì di uno sversamento di liquame fuoriuscito dalle vasche – aperte da ignoti vandali – di un’ azienda agricola con sede alla cascina Fontanello, a Sud del territorio del di Caravaggio. Sull’ accaduto stanno indagando i carabinieri, mentre sono già scattati alcuni esposti. «Il fatto che martedì da un pozzo di Caravaggio (il numero 13, situato in via Bietti) il Comune abbia fatto immettere nel Rino molta acqua – spiega il vicesindaco di Capralba Emilio Morali – ha facilitato il deflusso del liquame, anche se ci vorrà qualche giorno prima che tutto torni normale». Lo sversamento, di cui si è accorto alle 4 di martedì il titolare della «Fontanello» che ha subito avvertito le forze dell’ ordine, ha interessato un vasto territorio che si estende fino a Crema. Fino al Serio Acqua nera e maleodorante è scesa a valle per tutta la giornata di martedì fino al Serio, creando allarme e apprensione fra cittadini e addetti ai lavori e determinando una morìa di pesci. Interessate anche la roggia Nodello e la roggia Roggetta. Inquietante il colpo d’ occhio a Capralba, dove all’ altezza del vecchio mulino un salto di oltre un metro compiuto dal Rino ha determinato la formazione di un ampio strato di schiuma, assorbito del tutto nel tardo pomeriggio di martedì da filtri fatti posizionare in alveo dal Comune di Caravaggio. E mentre ci si interroga increduli sul perché di questo scempio ambientale, l’ assessore caravaggino all’ Urbanistica Pierluigi Lanzeni annuncia la possibilità, da parte dei Comuni coinvolti, di sporgere congiuntamente una denuncia contro ignoti. «Con un atto del genere – afferma -, nel momento in cui venissero trovati i responsabili del vandalismo, potremmo tutti costituirci parte civile, chiedendo i danni ai responsabili. C’ è stata una morìa di pesci e quindi va pensato un ripopolamento e inoltre, una volta defluito del tutto il liquame, andrà verificato se una parte se ne è depositata sul fondo. Fosse così, il liquame andrebbe rimosso, con dei costi». «Pericoloso e allarmante» Il Codacons di Bergamo ieri ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica nella quale parla di «Situazione pericolosa ed allarmante» esortando le autorità «affinché si individuino gli autori del folle gesto». Si è già mosso anche il Consorzio Roggia Rino, titolare di una concessione governativa per l’ uso dell’ acqua, il cui segretario-regolatore Alessandro Moro ha presentato ieri un esposto ai carabinieri di Crema, dove si trova la sede del Consorzio. «Mi sono attivato non appena ho avuto il nulla osta dal presidente del Consorzio Roggia Rino, Luigi Dossena – ha spiegato Moro – avvisando l’ Arpa e la nostra fonte territoriale, che è l’ Ufficio territoriale regionale con sede a Bergamo. Nell’ esposto riepiloghiamo la vicenda. Nel caso in cui dovesse emergere la responsabilità di qualcuno, ci rivolgeremo a chi di competenza attraverso il nostro legale».
luca maestri

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