23 Agosto 2001

Lipobay, primo caso romano

Lipobay, primo caso romano



Gravissima una donna che si curava con il farmaco anticolesterolo


La malata lamentava dolori insopportabili alle ossa.
È ricoverata in rianimazione con danni ai distrutti e un blocco renale

«Dottore, non ne posso più, mi fanno male le ossa. Non riesco a resistere». È la fine di luglio quando Maria (la chiameremo così) comincia a stare male. Sente un dolore atroce che sembra spaccarle le ossa. Ma nessuno un mese fa poteva immaginare che a mettere in pericolo la vita di questa settantenne di origini napoletane forse era una medicina. Che per colpa di quel farmaco Maria sarebbe finita nel reparto rianimazione di un grande ospedale della capitale (pare il S.Eugenio). Invece Maria è diventata il primo caso diagnosticato a Roma di danni provocati dall`ormai famigerato Lipobay.

«Mia nonna racconta la nipote era malata di psoriasi, una infezione della pelle. I medici le avevano prescritto delle ciclosporine».
A questo punto, però, Maria comincia a soffrire anche di un altro disturbo: il colesterolo le sale oltre i livelli di guardia. Così i medici napoletani, che fino a pochi giorni fa non potevano conoscere gli effetti del Lipobay, decidono di prescrivere alla donna il farmaco della Bayer a base di cerivastatina. Ciclosporine più Lipobay, il cocktail tremendo che nel mondo avrebbe già provocato oltre 50 morti. Maria comincia ad assumere le due medicine insieme ed ecco la brutta sorpresa.
«Invece di stare meglio, mia nonna peggiorava giorno dopo giorno», racconta la nipote. Aggiunge: «Ha cominciato a sentire dolori alle ossa. Ed è stato solo l`inizio: presto ha smesso di urinare e di andare di corpo».

Insomma, la situazione precipita: le condizioni di Maria sono gravi. I medici del capoluogo campano non riescono a capire di che cosa si tratti, non hanno mai visto sintomi simili. Così decidono di trasferire Maria a Roma. I sanitari della Capitale decidono di operarla all`addome, ma senza risultato. Il calvario continua.

Siamo nelle prime settimane di agosto, in tutto il mondo sta esplodendo lo scandalo che minaccia di travolgere la Bayer. E i sintomi di Maria ricordano proprio quelli descritti sulle pagine dei giornali. Sì, ha la rabdomiolisi. Se ne accorgono i sanitari. Ma se ne accorge anche un parente della donna che fa anche il medico. Basta osservare i farmaci che Maria usava per curarsi: cerivastatina e ciclosporina. Sì, sono proprio le medicine a rischio.

Così si interrompe subito la cura. Intanto, però, la situazione si è aggravata: «Dagli esami è emerso che la signora presenta la distruzione della muscolatura delle gambe e un`insufficienza renale», racconta l`avvocato Cristina Tabano, del Codacons. Ora le condizioni di Maria sarebbero molto gravi, anche se i medici non credono che sia in pericolo di vita. Non per ora, quantomeno. Rischia comunque danni molto seri, forse permanenti, ai muscoli; la paresi parziali è infatti uno degli effetti segnalati dell`uso del Lipobay.

«Il caso è stato segnalato dall`ospedale al dipartimento di farmacosorveglianza dell`Asl, con la richiesta di un accertamento del sospetto diagnostico», spiega Cristina Tabano. E aggiunge: «L`accoppiamento di questi due farmaci compare in tutti i testi di farmacologia come fattore di rischio, ma nel foglietto delle prescrizioni del Lipobay rientra solo tra le precauzioni d`impiego, e non nelle controindicazioni».

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