28 Luglio 2002

Lipobay: indagati i vertici della Bayer

Secondo i magistrati i responsabili della casa tedesca sapevano dei possibili esiti letali del farmaco ma hanno taciuto

Lipobay: indagati i vertici della Bayer

Cinque manager accusati dalla procura di Torino di disastro doloso aggravato



TORINO – Sapevano e hanno taciuto. Neppure ai loro bracci operativi italiani hanno comunicato che di Lipobay si poteva morire. Per questo oggi cinque manager della Bayer, la multinazionale tedesca che produceva il farmaco anticolesterolo oggi fuori commercio, sono indagati per disastro doloso aggravato, un reato da brividio punibile con il carcere fino a 12 anni. Qualcuno ricorda ancora? Era l`estate di un anno fa, agosto. Gli italiani in vacanza – appena digerita la paura di mucca pazza e nemmeno tutta – scoprirono nuovi spunti di angoscia. Un magistrato di Torino che di solito lavora quando gli altri sono in spiaggia li informò che esiste qualcosa di peggio del colesterolo: un farmaco per curarlo, accoppiato ad altre sostanze. In pochi giorni il Lipobay prodotto dalla tedesca Bayer e accusato dal procuratore Raffaele Guariniello di aver ucciso 50 persone in tutto il mondo diventò la nuova psicosi buona anche per l`autunno successivo. Sul tavolo del pubblico ministero cominciarono ad affastellarsi le denunce di chi aveva sperimentato di persona gli effetti collaterali: dal maldistesta ai fastidi ai reni, dalle sofferenze muscolari alla morte. Poi tutto dimenticato, cancellato da altri fantasmi. Ma oggi, a distanza di dodici mesi, dalla procura di Torino parte una bordata diretta a Leverkusen, dove sta la casa madre del colosso farmaceutico che produceva il medicinale anticolesterolo.
Cinque avvisi di garanzia raggiungono i vertici della Bayer, a dimostrazione che l`inchiesta non si è fermata ma è andata avanti risalendo tutti i piani della piramide: medici di famiglia, farmacisti, burocrati ministeriali, su fino ai big senza volto delle multinazionali. Accumulando capitoli dolorosi nel suo ufficio al quinto piano del palazzo di Giustizia il procuratore stacanovista ha messo insieme l`altra faccia della storia raccontata dai documenti sequestrati a più riprese nella sede milanese dell`azienda tedesca.
L`ultima perquisizione è dei giorni scorsi, ma nessun italiano risulta indagato. I responsabili, secondo il pm, stanno in Germania. Il sospetto è che la Bayer non abbia detto tutta la verità nemmeno ai suoi manager all`estero. Sapeva da tempo dei gravi effetti collaterali provocati dalla cerivastatina, il principio attivo del Lipobay, e ha taciuto. Quello che è seguito è una frana di responsabilità. Ma il dottorino che ha prescritto il farmaco, il farmacista che l`ha venduto, il Ministero della Salute che non si è mosso avrebbero sbagliato in buona fede. L`errore sta in cima, il farmaco è stato messo fuori commercio troppo tardi per evidenti ragioni di profitto. La storia del Lipobay sono quattro anni di contraddizioni. Secondo Guariniello i tedeschi erano a conoscenza della nocività del farmaco sin dal 1999, anno in cui si manifestarono i primi casi di rabdomiolisi, la malattia muscolare causata dalla cerivastatina. Peccato che le strategie di mercato prevedessero la commercializzazione di preparati con la stessa molecola incriminata anche nel 2002. In Italia la vicenda delle medicine anticolesteolo ha insegnato che spesso i problemi non esistono solo perchè non se ne parla.
Infatti. In piena bufera Lipobay l`anno scorso il Codacons invitò Guariniello a veder chiaro anche sulle «reazioni avverse» del Prepulsid, un farmaco usato per combattere i disturbi gastrici, sospettato di aver provocato 80 decessi negli Stati Uniti. Sparito dalle nostre farmacie nel novembre scorso.

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