25 Agosto 2001

Lipobay, inchiesta anche a Roma

Lipobay, inchiesta anche a Roma



E spunta un altro caso di paralisi legata all`uso di farmaci
Sempre gravissime le condizioni di Maria, la settantenne ricoverata nel reparto di rianimazione del Sant`Eugenio

Gli occhi sbarrati, puntati su quello strumento che indica i battiti del cuore, la pressione. Sì, Maria è viva, così dice la macchina, ma per accorgersene bisogna osservare il tremito appena percettibile della mano. Il lenzuolo che si solleva e si riabbassa di pochi centimetri, millimetri forse, sopra il torace. Impossibile capire se Maria è cosciente, se capisce quello che le sta succedendo.

«Le condizioni della donna sono sempre molto gravi, gravissime», sussurra un medico. Ma si salverà? I sanitari allargano le braccia.
Siamo al reparto di rianimazione dell`ospedale Sant`Eugenio, dove è ricoverata Maria (il nome è di fantasia), la settantenne che dopo una terapia a base di Lipobay è stata colpita da rabdomiolisi. Certo, non c`è ancora la sicurezza matematica che a causare la malattia sia stato il farmaco, ma i sintomi ci sono tutti: progressiva distruzione dei muscoli, paralisi, blocco renale e intestinale. Tutto dopo che Maria aveva seguito una terapia a base di ciclosporine più Lipobay.

I medici hanno preparato un rapporto e lo hanno inviato alla direzione dell`ospedale e al Ministero: sarebbe il primo caso del genere che si verifica nella Capitale (un altro, ancora dubbio, è stato segnalato a Frosinone). Così anche la Procura di Roma, su esposto del Codacons, ha deciso di aprire un`inchiesta per capire se Maria stia soffrendo tanto per colpa del farmaco prodotto dalla Bayer.

Eppure il caso della settantenne di origini napoletane rischia di non essere l`unico; già a febbraio di quest`anno un altro romano era stato colpito da rabdomiolisi. È la storia di Giancarlo Iocca, 38 anni: lui, però, è questa la particolarità, non aveva preso il Lipobay, ma delle torvastatine.

«A novembre dello scorso anno il medico mi ha prescritto una medicina a base di torvastatine per abbassare il livello dei trigliceridi», racconta Iocca e per un attimo la sua voce si ferma. Deve riprendere fiato, prima di proseguire: «Dopo poche settimane ho cominciato a stare male. Sentivo un dolore fortissimo alle ossa e i muscoli hanno cominciato a mollarmi», spiega l`uomo. Una sensazione terribile: «Le gambe non mi reggevano, cadevo in continuazione. Poi è toccato anche alla parola, la bocca si inceppava. Alla fine mi ha preso anche il respiro: non avevo la forza di tirare dentro l`aria».

I medici per fortuna hanno capito subito quello che stava succedendo, hanno riconosciuto i sintomi terribili della rabdomiolisi e hanno bloccato la terapia. Appena in tempo, Giancarlo è salvo.

Ma le sofferenze per lui non sono finite. «Io ero già malato, ero in dialisi. Pensi, però, un anno di questi tempi me ne andavo per monti a cercare i funghi», dice guardando fuori dalla finestra della sua casa di montagna in Abruzzo. «Adesso al massimo riesco a uscire a fare quattro passi con il bastone e mia moglie che mi aiuta. Se no cado». E poi c`è quel respiro, affannoso: «È un dolore, una fatica ogni volta che devo tirare il fiato».

I medici dicono che Giancarlo guarirà, che i suoi muscoli ritroveranno la forza, ma poi aggiungono sempre quella parola: «probabilmente». Niente è sicuro, quindi.

La relazione clinica rilasciata dal reparto di neurologia del S.Eugenio quando Iocca fu dimesso parla di «sindrome miastenica in paziente con pregressa rabdomiolisi da torvastatina e insufficienza renale cronica in trattamento dialitico».
Certo, i rischi di rabdomiolisi da statine sono previsti come rarissimi dalla letteratura medica. Ma dopo lo scandalo del Lipobay viene il dubbio che così rari poi non siano.

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