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11 Aprile 2013

Lipari, si allarga l’ inchiesta sui liquami

Lipari, si allarga l’ inchiesta sui liquami

Si allarga l’ indagine della procura della Repubblica di Barcellona sull’ impianto dei liquami di Lipari. Dopo l’ ex sindaco Mariano Bruno, il dirigente Stefano Blasco e l’ ex dirigente Nico Russo, nella prosecuzione dell’ inchiesta, sono stati anche coinvolti l’ attuale sindaco Marco Giorgianni e Saro Gitto, titolare della ditta che si occupa della manutenzione. Il pm Giorgio Nicola, sulla vicenda, ha richiesto la proroga di sei mesi, del termine per le indagini al gip. L’ impianto delle fogne, contestato da oltre 30 anni, perchè collocato in pieno centro urbano, tra case, alberghi e residence, accanto al cimitero principale di Lipari, sottodimensionato per le esigenze della popolazione isolana e che spesso emana anche cattivi odori – quindi – continua ad essere nel mirino della procura. In località Santa Caterina, più volte, presenti, anche i carabinieri, si è verificata la sua funzionalità. Si tratta di un impianto di pretrattamento dei liquami con scarico a mare, al largo di Monte Rosa. E anche in tal senso, esperti hanno fatto dei prelievi per accertare se inquina. Proprio per la sua inadeguatezza, nello scorso mese di settembre la procura aveva inviato tre informazioni di garanzia all’ ex sindaco Bruno, all’ ex dirigente Russo e all’ attuale dirigente Blasco. Erano state firmate dal sostituto procuratore Giorgio Nicola. L’ accusa è di omissione d’ atti d’ ufficio e getto pericoloso di cose. L’ impianto, fra l’ altro, era anche privo dell’ autorizzazione regionale scaduta nel giugno del 2011. Costruito intorno agli anni ’70, è stato contestato a più non posso dai cittadini, perché ha quasi sempre emanato cattivi odori. Figurasi che d’ estate i turisti in transito, nella strada comunale, sono costretti a tapparsi il naso. Realizzato per far fronte a circa 10 mila abitanti, ha dovuto fare i conti, anche con l’ invasione di turisti e non è un caso che per la rete fognaria fatiscente, sovente scoppiano le fogne lungo le strade principali. A Bagnamare, anche vicino a ville, è accaduto continuamente anche nel corso della stagione estiva, tra l’ incredulità dei turisti che dovevano fare i conti con bellezze naturali e un lezzo insopportabile per il fiume di liquami. Stesso spettacolo indecoroso all’ inizio di Marina Lunga, nella via Isa Conti ecc. Negli anni ’80 la condotta sottomarina scaricava tutti i liquami nella centralissima baia di Marina Lunga, poi “dirottata” al largo di Monte Rosa. L’ impianto è stato anche oggetto di accertamenti da parte dei carabinieri del Noe e dei sub dei militari dell’ arma di Messina che hanno verificato le condizioni della condotta sottomarina dei liquami che venne “dirottata” al largo di Monte Rosa, mentre fino a qualche anno era collocata incredibilmente all’ inizio di Marina Lunga e inquinava a piu’ non posso la baia. La stessa condotta sarebbe già vetusta e quindi a rischio inquinamento, così come anche la rete fognante del centro dell’ isola che esplode continuamente mettendo a rischio igienico-sanitario la comunità. Negli ultimi anni l’ emergenza fognaria è aumentata, anche perché sono sorte diverse grosse strutture turistiche alberghiere. Il ministero dell’ ambiente per sopperire all’ emegenza fognaria delle Eolie ha stanziato circa 50 milioni di euro per il “ciclo dell’ acqua”, affidando l’ iter al commissario Luigi Pelaggi. Il nuovo depuratore dovrebbe sorgere a Canneto Dentro dove sono in corso i lavori per il dissalatore e anche a Vulcano che oltre all’ impianto, avrà finalmente la rete fognante. A Lipari però gli abitanti di Canneto e dintorni e anche il Codacons hanno contestato l’ area scelta e con un ricorso al Tar del Lazio accolto avevano bloccato l’ iter. Il commissario Pelaggi si è appellato al Consiglio di Stato che ha accolto la sospensiva.(*bl*)

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