24 Febbraio 2005

L?inverno non finisce più, e ci costerà caro

L?inverno non finisce più, e ci costerà caro

Riscaldamento, luce, aumenti di frutta e verdura: ogni famiglia spenderà 225 euro in più

ROMA – Ce lo ricorderemo, questo inverno. Gelido come non capitava da un po? e caro, molto caro. Quando passerà l?ennesima ondata di maltempo e smetteremo di battere i denti, ci sentiremo un po? più sollevati, è vero, ma anche un po? più poveri. Tra aumenti di consumi energetici e di tariffe, questi mesi particolarmente freddi ci sono costati parecchio. E? vero la luce è più cara e anche il gas, ma quando nevica, fa freddo e magari si è costretti a restare in casa, mica si può pensare al risparmio e rinunciare a qualche ora di caldo in più. E così pure al mercato: gli ortaggi sono alle stelle, col gelo di questi giorni, ma non per questo si fa a meno dell?insalata. Una stima del caro-inverno l?ha fatta l?Intesa dei consumatori: tra riscaldamento, gas, luce e beni di largo consumo ogni famiglia ha speso in questi mesi circa 200 euro in più dello scorso anno. E se a questa cifra si aggiunge quanto può pesare sui bilanci il rincaro di broccoli, melanzane, zucchine e finocchi, in conseguenza del grande freddo, ecco che, calcola l?associazione dei consumatori, si raggiunge la cifra di 220, 225 euro.
«Abbiamo calcolato che solo per il riscaldamanto, in conseguenza degli aumenti del prezzo del combustibile, quest?anno ogni famiglia ha speso 130 euro in più», spiega Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori. «Settanta euro se ne sono andati con le tariffe di gas e luce più care e l?aumento dei prezzi di prodotti di largo consumo. E siamo a duecento. Più altri 20, 25 circa per il caro-ortaggi». Una stangata, se si pensa che il freddo dell?inverno 2004 aveva portato via a ogni famiglia 60 euro in tutto: 45 per i consumi energetici e 15 per quelli alimentari, sempre secondo una stima dell?Intesa dei consumatori. «Ma attenzione alle speculazioni – avverte Trefiletti – a volte si utilizza il freddo per giustificare rincari da tutte le parti».
Stufe, termosifoni elettrici, scaldabagno, si accende quel che si può senza badare a spese quando la temperatura scende in picchiata e il riscaldamento di casa non basta. E i consumi elettrici salgono: nel dicembre 2004 rispetto allo stesso mese dell?anno prima sono aumentati del 4,3%, informa il Gestore della rete trasmissione nazionale, e a gennaio 2005, a confronto del gennaio 2004, dell?1,5%. Più fa freddo, ovvio, più elettricità si consuma, anche se non sempre è detto – spiegano al Grtn – che più si consuma, più si spende.
In salita anche i consumi del gas. Prendiamo la rete Italgas dell?area metropolitana di Roma: lo scorso gennaio sono stati messi in rete 280 milioni di metri cubi di gas (gran parte dei quali utilizzati per il riscaldamento), contro i 265 del gennaio 2004, e nei primi 22 giorni di febbraio 208 milioni, quasi quaranta in più rispetto allo stesso periodo dell?anno precedente.
Volano anche gli ortaggi, i prezzi al dettaglio, in queste prime due settimane di febbraio, sono lievitati del 24% se paragonati a quelli dello stesso periodo del 2004, informa la Coldiretti. I broccoli costano quasi l?80% in più rispetto a un mese fa – dati Federconsumatori – e le melanzane il 70%. Colpa del freddo e della neve che, secondo la Cia, ha provocato danni per 350 milioni di euro all?agricoltura. Coldiretti chiederà lo stato di calamità naturale. Ci sono allevamenti che rischiano di trovarsi a corto di foraggi per via delle strade bloccate, Carichi di verdure ammuffiscono nei camion fermi per la neve, da giorni in alcune aziende non si ritira il latte. Ci è costato caro, questo inverno, chissà quanto ancora ci costerà.

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