11 Dicembre 2004

L?INTESACONSUMATORI torna a parlare di caroprezzi

L?INTESACONSUMATORI torna a parlare di caroprezzi e questa volta lo fa prendendo di mira i prodotti che caratterizzano il Natale. Dopo l?invito di appena tre giorni fa al watching ? no shopping day ? (guardare le vetrine ma non comprare), quello di rimandare i regali nel periodo dei saldi e di preferire l?acquisto di doni utili come un libro, un paio di guanti, o un indumento per i bambini al posto dei tradizionali giocattoli, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, hanno elaborato un?indagine sui prezzi di alcuni tradizionali oggetti natalizi. Lo scopo è dimostrare come queste festività saranno ricordate quelle più «fredde» degli ultimi anni sul piano dei consumi. Tre anni di carovita, sostiene l?Intesa, che hanno impoverito pesantemente le famiglie romane con una ripercussione anche sulle spese per regali, addobbi per la casa, cenoni. Secondo l?associazione dei consumatori «dal 2001 ad oggi le famiglie hanno ridotto di circa il 60% le spese relative alle feste di Natale (-15/20% Natale 2004 rispetto Natale 2003), a causa del carovita ma anche dell?indebitamento presso banche e finanziarie». Non solo. «Coloro che decideranno di effettuare sotto le feste i medesimi acquisti fatti nel 2003 ? spiegano dal Codacons ? quindi regali, alimentari, addobbi per la casa, spenderanno circa il 15% in più rispetto allo scorso anno, con un aggravio di spesa per famiglia stimabile tra gli 80 e i 100 euro». È presto detto. Un albero di Natale costava l?anno scorso tra i 25 e i 30 euro, oggi, rileva l?Intesa, sta tra i 25 e i 35; la carta regalo ha subito una variazione del 13,3% passando da 1,50 a 1,70 euro, così come una scatola da 50 luci passata da 7,50 a 8-10 euro (variazione tra 6,7 e 33 per cento). A costare di più sono anche le stelle di Natale (da 20-25 a 25-30 euro), le coccarde (da 0,50 a 0,75), i nastrini (da 0,85 a 1 euro). La situazione non cambia per i «tradizionali» o meno, regali scambiati sotto l?albero. Una borsa griffata è passata in media da 170 a 190-200 euro, subendo una variazione del 14,7%, una cravatta da 20 a 23 euro, mentre un libro o una bambola da 18 a 20 euro e da 21,50 a 23 euro. A diminuire sono gli oggetti tecnologici: il prezzo di un grande notebook è sceso da 1.349 a 1.250 euro, quello di un lettore cd portatile da 55 a 48 euro.

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