8 Maggio 2003

L?Intesa vuole portare in Tribunale l?Isvap e il ministro Marzano

Le associazioni rilanciano la battaglia sulle Rc-auto


L?Intesa vuole portare in Tribunale l?Isvap e il ministro Marzano




Roma. L?Intesa dei consumatori non si arrende e nella battaglia sulle Rc-auto annuncia che «porterà alla sbarra» Isvap e ministero delle Attività produttive. Dopo il decreto «salva compagnie» e l?accordo sul raffreddamento delle tariffe firmato dall?Ania e da solo alcune delle organizzazione dei consumatori del Cncu, le quattro associazioni dell?Intesa (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) hanno deciso di citare in tribunale l?Autorità di vigilanza «per omesso controllo». Ma alla sbarra, assicura, finirà anche il ministero, già più volte accusato di aver «rubato» i diritti ai consumatori. L?Intesa annuncia infine una campagna di mobilitazione a favore del referendum abrogativo della legge «salva compagnie» con manifestazioni in tutte le città italiane e la raccolta delle firme a partire da settembre. Le organizzazioni prevedono di raccogliere 700.000 firme e di poter tenere il referendum nel 2005. L?attribuzione all?attuale governo della responsabilità degli aumenti delle tariffe Rc auto «è grossolanamente strumentale, così come l?accusa di scarsa attenzione al problema». Così il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, difende l?operato del governo nel settore delle assicurazioni auto e, intervenendo alla Camera, porta a prova dell?impegno dell?esecutivo la riforma del settore varata a dicembre e il protocollo siglato due giorni fa da Ania e Coalizione dei consumatori.
Marzano ha definito «esagerata» la definizione «salva compagnie» attribuita al decreto legge che ha tolto ai giudici di pace la possibilità di valutare secondo equità i casi derivanti da contratti di massa. «Ma se pure così fosse – ha continuato Marzano – si sarebbe preferito non salvare le compagnie e il loro 41.000 addetti? Il costo minimo dei giudizi è stato calcolato a 9,7 miliardi di euro, e le conseguenze inevitabili sarebbero state gli aumenti dei premi e difficoltà per le imprese».

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