17 Luglio 2002

L`Intesa dei consumatori sul Dpef

La Corte «boccia» il Dpef


Ma Fazio è ottimista: traguardi possibili se partono le grandi opere





Roma. Una girandola di audizioni per valutare il Dpef appena varato dal Governo. E se dal Governatore di Bankitalia e Confindustria sono arrivati segnali di incoraggiamento, insieme a sollecitazioni ad accelerare il cammino delle riforme e del risanamento, dalla Corte dei Conti è arrivato un duro allarme sulla sostenibilità dei conti insieme al rischio di una manovra assai più pesante di quella finora prospettata dal Governo. Antonio Fazio ieri sera ha insistito sulla necessità di completare il risanamento avviato, in mancanza del quale è difficile definire entità e composizione delle manovre correttive. Ma al Governatore non è dispiaciuta l`idea di rivedere il ruolo del settore pubblico nella sanità dando un sostanziale via libera alla prospettiva delle mutue private.
Insieme alla sanità bisognerà procedere sulle pensioni e la ricetta è quella nota: innalzamento dell`età lavorativa e integrazione con la previdenza complementare. In più, ha avvertito Fazio, se si vuole procedere alla riduzione delle tasse c`è bisogno di una speculare azione sulle spese. Riforma del fisco e patto per l`Italia avviati dal Governo sono comunque due strumenti fondamentali per raggiungere gli indici di crescita individuati nel Dpef.
Sull`inflazione Fazio è possibilista. Il tetto dell`1,4% è un traguardo arduo ma raggiungibile. Ma nel complesso il Governatore ha giudicato raggiungibili molti dei traguardi indicati. Come ad esempio la crescita del Pil dell`1,3%, «possibile con una accelerazione dell`attività negli ultimi due trimestri, a tassi intorno al 4 per cento in ragione d`anno. Accelerazione conseguibile con la realizzazione nella seconda parte dell`anno del programma di infrastrutture per un ammontare di 5 miliardi di euro».
Non la pensa così la Corte dei Conti, secondo la quale il rischio è che si renda necessario un intervento sui conti pubblici di entità ben superiore ai 12 miliardi di euro messi in preventivo dal Governo. I magistrati contabili parlano di una manovra non inferiore a 18-19 miliardi euro (poco meno di 40 mila miliardi di vecchie lire) ma chiedono nello stesso tempo informazioni più precise, in particolare sulla sostenibilità della riforma fiscale. E la manovra potrebbe lievitare.
Il quadro che emerge fa pensare quindi a interventi assai ingenti «fino all`1,5 per cento del pil», mentre non deve essere sottovalutata «la possibilità che i conti pubblici a fine 2002 possano presentare un consuntivo significativamente peggiore di quello prospettato nel Dpef».
A rendere ballerini i bilanci sono, a giudizio della Corte dei Conti, una serie di spese legate agli sgravi fiscali previsti dal Governo, alle grandi opere, ai rinnovi contrattuali, agli investimenti. In particolare non piace alla magistratura contabile il metodo di trasferire alla nuova società per le Infrastrutture una serie di oneri che devono invece essere conteggiati nel bilancio pubblico. A complicare le cose la sentenza dell?Unione Europea sulle cartolarizzazioni, che rende oggettivamente più complicata la realizzazione del programma previsto dal Governo.
Nel corso delle audizioni di ieri è stata ascoltata anche la Confindustria, che ha dato un giudizio sostanzialmente positivo sull`impianto del Dpef. Dure invece le reazioni delle associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codancos e Federconsumatori, che hanno criticato il metodo «confuso e improvvisato» con cui il governo ha presentato il Dpef, hanno definito «gravissima» la totale assenza di confronto con l`intesa dei consumatori e hanno chiesto un incontro d`urgenza per discutere su alcuni temi del documento.
In una nota, le quattro associazioni dei consumatori osservano che è «grave, dopo l`esperienza vissuta quest`anno da milioni di consumatori di un`inflazione superiore a quella “ufficiale“, che il governo preveda per il 2003 un aumento dei prezzi dell`1,4%. E questo senza prevedere nello stesso Dpef una seria riforma del sistema tariffario di importanti servizi come le Ferrovie, l`elettricità e i servizi pubblici locali. Un altro esempio di improvvisazione del Dpef riguarda il richiamo all`ingresso delle mutue nel sistema sanitario». L`intesa dei consumatori rivendica la centralità del Servizio sanitario nazionale che rappresenta «una delle conquiste più qualificanti del nostro paese».

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