12 Agosto 2004

L`INTERVISTA DI IERI A REPUBBLICA VA SOTTO PROCESSO

IL CODACONS, PER CONTO DELL`INTESA CONSUMATORI DENUNCERA` CATTANEO IL CODACONS DIFFIDA LA RAI: PUO` COMPIERE SOLO ATTI DI ORDINARIA AMMINISTRAZIONE

Il Codacons, per conto dell`Intesa Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) denuncerà il direttore generale della Rai per l`intervista rilasciata ieri al quotidiano “La Repubblica“. Per Cattaneo, infatti, “la sfiducia della Vigilanza è irrilevante“. Una dichiarazione sconcertante. Una dimostrazione di disistima e un atto di sfida per il quale è possibile ipotizzare il reato di vilipendio al Parlamento. Vale la pena ricordare, poi, che la Rai non è cosa sua ma degli italiani (“Io devo proteggere la mia azienda“ ha dichiarato ieri Cattaneo).

Il Codacons, inoltre, ha notificato una diffida alla Rai. L?attuale Consiglio d?Amministrazione è diffidato dal compiere “qualunque atto che esuli dalla ordinaria amministrazione fino al 30 settembre, in quanto ormai privo di legittimità e delle imprescindibili garanzie di imparzialità, pluralismo ed equilibrio politico. Con espresso avviso che, in caso di inottemperanza di quanto sopra richiesto si adiranno le competenti sedi giudiziarie“.
La diffida, ai sensi dell`art. 3 della Legge n. 281/98, si è resa necessaria perché l?attuale CdA, dovendo rimanere in carica solo fino al 30 settembre, ha carattere provvisorio e la sua permanenza è giustificata soltanto dalla necessità di dover assicurare stabilità e garantire l?ordinaria amministrazione fino al suo rinnovo. E` evidente, invece, che la fusione per incorporazione della Rai Radio televisione Italiana S.p.A e Rai Holding S.p.A. che, a norma dell?art. 21 della legge delega n. 112/2004 deve essere completata entro 60 g. dalla entrata in vigore della stessa legge, e la dismissione delle partecipazioni statali mediante offerta pubblica di vendita, da compiere entro 4 mesi dall`avvenuta fusione, rientrano nella straordinaria amministrazione e, dato l?interesse pubblico che rivestono, richiedono equilibrio e imparzialità.
Anche le recenti vicende relative al digitale terrestre dimostrano la necessità di avere al più presto un CdA della Rai al completo, in grado di assumere legittimamente decisioni di lungo periodo.

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