5 Giugno 2007

L`inquinamento elettromagnetico in Italia non esiste

L` inquinamento elettromagnetico in Italia non esiste. Almeno per il codice. E così a sei anni dall`inizio del processo che ha portato sul banco degli imputati i vertici di Radio Vaticana, e a due dalla condanna in primo grado (dieci giorni d`arresto con sospensione condizionale), padre Pasquale Borgomeo, già direttore generale dell`emittente, e il cardinale Roberto Tucci, ex presidente del comitato di gestione, sono stati assolti dall`accusa di “getto pericoloso di cose“. “Il fatto contestato non è previsto dalla legge italiana come reato“ ha stabilito la seconda corte d`appello di Roma presieduta da Vincenzo Roselli. In primo grado il verdetto favorevole aveva riguardato solo Costantino Pacifici, uno dei responsabili tecnici dell`emittente. Ma la formula era diversa: “assolto per non aver commesso il fatto“. Ieri la vicenda si è chiusa: la sentenza storica, che individuava fatti e la responsabilità dei due alti prelati non solo è stata ribaltata ma demolita. Il presunto inquinamento elettromagnetico provocato da Radio Vaticana a Cesano e nelle zone limitrofe, per la Corte d`appello non è previsto dalla legge. Accolta la tesi della difesa. Erano stati gli avvocati Franco Coppi, Marcello Melandri ed Eugenio Pacelli a sostenere che il reato di getto pericoloso di cose non configuri il cosiddetto inquinamento elettromagnetico. Il sostituto procuratore generale Vittorio Lombardi aveva invece sollecitato la Corte al riconoscimento della sussitenza del reato, pur invocando la dichiarazione di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. L`accusa ha già annunciato che non ricorrerà in Cassazione: “Il fatto è ampiamente prescritto“. Soddisfatti i difensori degli imputati. “La decisione – ha commentato Melandri – non entra nel merito, presenza o meno delle onde elettromagnetiche, ma si sofferma sulla contestazione mossa“. Sulla stessa linea Franco Coppi: “La sentenza ha riconosciuto, come abbiamo sempre sostenuto, che il getto pericoloso di cose non è configurabile in relazione all`emissione di onde elettromagnetiche“. A fare pressioni perché la procura generale presenti un ricorso in Cassazione, saranno invece i comitati e le associazioni schierate contro Radio Vaticana. Gli stessi che avevano presentato i primi esposti. Un lungo iter cominciato sette anni fa con il deposito delle denunce che lamentavano disturbi e interferenze in citofoni, lampadari e altri elettrodomestici trasformati in duplicatori del segnale di Radio Vaticana, sott`esame anche le conversazioni telefoniche, scandite dalle recite del rosario. Successivamente in procura erano arrivati anche esposti che denunciavano l`incremento di malattie provocate dall`emissione di onde elettromagnetiche. Tra questioni preliminari e una sospensione del processo con successivo pronunciamento della Cassazione (i difensori si appellarono ai Patti lateranensi sostenendo l`incompetenza del tribunale a procedere) si arrivò alla sentenza di due anni fa. Ma sul presunto inquinamento elettromagnetico a nord della capitale, la procura ha da tempo aperto un altro fascicolo ipotizzando l`omicidio colposo. Tra gli altri sono indagati anche Borgomeo e Tucci. Attualmente è in corso una perizia epidemiologica disposta dal gip per verificare se sussista un nesso di causalità tra 19 morti di leucemia e onde elettromagnetiche. Soddisfatta la direzione dell`emittente della Santa Sede: “Non desideriamo solo poter fare serenamente il nostro lavoro, ma desideriamo anche, e ancor prima, che nessuno abbia motivo di soffrire e neppure di preoccuparsi a causa di esso“. Federico Lombardi, attuale direttore generale della Radio Vaticana, commenta così la sentenza. “Ciò che è più importante per noi – continua – non è un`assoluzione che ad alcuni può apparire formale, ma un vero ristabilimento della verità delle cose. Ci siamo da sempre preoccupati di osservare le più serie norme cautelative nella nostra attività e quindi non vi è motivo per pensare che la nostra attività sia stata o sia nociva“. Pesante la polemica del Codacons: “Il nuovo corso interventista della Chiesa ha colpito anche in tribunale, nonostante la Corte di Cassazione abbia dimostrato come l`energia elettrica debba considerarsi “cosa“ ai fini del reato contestato“. Mentre Augusto Rossi del comitato “Bambini senza onde“ commenta: “Per me non è finita qui, anche se mi aspettavo questa conclusione“.

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