L`influenza aviaria colpisce la Romania
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fonte:
- La Nuova Sardegna
BUCAREST. Primi casi di influenza aviaria in Romania. Il ministro dell`agricoltura, Gheorghe Flutur, ha comunicato che a Ceamurlia de Los, una piccola comunità sul delta del Danubio, tre anatre da cortile sono risultate positive al test. Non e` ancora stata accertato se si tratti del ceppo H5n1 del virus, responsabile della morte di decine di persone nel Sud Est asiatico. Il ministro ha indicato che i campioni saranno inviati in Gran Bretagna per essere sottoposti ad analisi più approfondite. Le autorità, intanto, hanno ordinato la quarantena del villaggio e delle zone circostanti, fino a tre chilometri di distanza, l`abbattimento di tutti i volatili domestici e l`interdizione alla caccia. Misure precauzionali erano state prese già dal mese scorso, quando si era avviata la vaccinazione di tutti gli uccelli del delta del Danubio. Del virus H5N1 si sono trovate tracce finora in sei località russe, in Siberia, negli Urali e nel vicino Kazakhistan. In Russia intanto c`è stata una nuova fiammata del cosiddetto virus dei polli in Russia, dove un ulteriore focolaio è stato individuato in un grande allevamento avicolo nella regione di Kurgan, sul versante orientale degli Urali. Disposta la soppressione a scopo precauzionale nell`allevamento di ben 460.000 polli (110.000 dei quali già eliminati in queste ore) per cercare di stroncare sul nascere il rischio di una diffusione del contagio. Dal 2003 vi sono state in tutto 63 morti accertati tra gli umani per il virus: tutte nel Sud Est asiatico. E se in Italia il ministero della Sanità rigetta le accuse di ritardi nel contrasto dell`influenza aviaria che gli sono state mosse dal Codacons, gli Stati Uniti accelerano nella lotta e insieme a 80 paesi pongono le fondamenta per una strategia globale contro una possibile epidemia planetaria. Al Dipartimento di Stato, rappresentanti di decine di paesi e delle organizzazioni internazionali hanno fatto il punto sul virus e su come combatterlo, mettendo a punto una strategia che si basa soprattutto sulla condivisione di informazioni in tempo reale, la trasparenza e la reazione rapida. “Il principale risultato di questo vertice – ha detto il dottor Donato Greco, direttore del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, che ha guidato la delegazione italiana – è la risposta positiva di una così larga parte del mondo all`appello americano. L`indicazione emersa dai lavori è la necessità di andare alla fonte per combattere il virus e, soprattutto, che la preparazione conta più del farmaco“. Nelle stesse ore in cui gli esperti discutevano al Dipartimento di Stato, peraltro, gli imprenditori farmaceutici sono stati ricevuti alla Casa Bianca dal presidente George W. Bush, il quale ha chiesto di aumentare la produzione di vaccino. Gli Usa dispongono di scorte di vaccino mirato al virus H5N1 che possono servire per proteggere tra 2 e 20 milioni di persone.
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