18 Novembre 2020

L’influencer fa ricca Lidl mezza Italia impazzita per le scarpe del discount

 

R O M A La coda davanti ai punti vendita, in attesa dell’apertura delle porte. Poi la corsa verso gli scaffali, rapidamente completamente – svuotati. In tutta Italia. Infine, la rivendita online a prezzo decisamente maggiorato: da poche decine di euro, meno di tredici, a migliaia. È già stato ribattezzato “fenomeno Lidl”: la catena tedesca, ieri, ha messo in vendita anche in Italia la sua collezione in edizione limitata, “Lidl fan collection”, tra sneakers, ciabatte, calzettoni di spugna e magliette, ha registrato il sold out in tutto il Paese, già nelle prime ore della mattinata, salvo poi rivedere quegli stessi capi sui principali siti di e- poco dopo. I RILANCI L’articolo più ambito? Le sneakers, sugli scaffali in vendita a 12,99 euro ma su eBay giunte velocemente anche a 2.500 euro, con un gioco ben studiato di rilanci in asta. Misteri del mercato, ma forse sarebbe meglio dire “magie” della Rete. A consacrare la collezione e a farne un caso sono stati pure alcuni volti noti. Tra i primi influencer, Fedez, che ha indossato le scarpe Lidl in diverse storie e foto su Instagram già in estate quando la collezione non era ancora disponibile nel nostro Paese ma era già ambitissima, tanto da essere celebrata perfino da un murale firmato dall’olandese RSK.Design presto è nato il “rilancio” di altri influencer su Instagram, TikTok e le piattaforme più seguite, specialmente dai teenager. Basta uno scatto sul profilo “giusto” per consacrare a trend un prodotto, quale che sia, dai Nutella Biscuits alle jelly shoes, fino ai sandali chunky Chanel indossati da Chiara Ferragni e da molte star. L’episodio italiano non è un’eccezione la limited edition Lidl ha sortito lo stesso effetto in altri Paesi europei, tra Belgio, Finlandia, Francia, Germania. Il meccanismo è semplice e “segue” la moda, riproponendone più formule di successo. C’è la tendenza – ormai quasi rito – delle limited edition, con il fascino dell’oggetto esclusivo, solo per pochi, disponibile per un tempo limitato. E c’è il gusto dello streetwear con la sua rilettura, in taluni casi parodiata, marchi noti. LA PARODIA Non manca ovviamente, in una sorta di parodia della parodia, lo sguardo ai capi di alta moda che, in passato, hanno giocato con l’ispirazione low cost – dalla borsa di Balenciaga che richiamava la busta shopping di Ikea alla creazioni Vetements con logo DHL – e ai brand low cost, che invece, hanno lanciato a, Moschino per H& a Ines de la Fressange per Uniqlo, senza dimenticare la stessa Lidl che, nel 2017, propose una collezione di Heidi Klum. Il desiderio crea velocemente business in Rete. L'” è nel reselling, mercato ivendono a prezzi perfino decuplicati. È successo per Nike, Off- Supreme, Adidas Yeezy, senza trascurare la collezione di Virgil Abloh, direttore artistico di Louis Vuitton, per Ikea. Per i capi Lidl il ricarico è tale da aver spinto il Codacons ad annunciare la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, Polizia Postale e Antitrust per chiedere di bloccare tali speculazioni. PRODOTTI Intanto, la Rete “sceglie” suoi prodotti, crea il mercato e pure i suoi eccessi. Ad avviare il circuito non è tanto la bellezza di un oggetto, anzi, per paradosso può essere proprio la sua bruttezza, ciò che incide è il suo “ef- sui social: vince ciò che si fa guardare di più. E a giudicare dai meme nati sulle sneakers Lidl, il trionfo era annunciato.

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