22 Dicembre 2002

«L?inflazione vera è almeno al 6,6%»

I consumatori contestano di nuovo l?Istat
«L?inflazione vera è almeno al 6,6%»

L?inflazione nel 2002 ha rappresentato per le famiglie italiane una stangata da 1.505 euro, circa 3 milioni di vecchie lire. A fare i calcoli è l?Intesa dei Consumatori – composta dalle associazioni Adusbef, Adoc, Codacons e Federconsumatori – secondo la quale anche se i dati delle città campione di venerdì indicano una crescita dei prezzi a dicembre del 2,8 l?inflazione reale è attorno al 6,6%. «Le famiglie italiane – spiegano le associazioni dei consumatori in un comunicato nel quale fanno i conti in tasca dopo i dati diffusi dalle città campione – sono state letteralmente spennate da aumenti, rincari, ritocchini ed arrotondamenti che hanno comportato una perdita secca del potere di acquisto di 1.505 euro negli ultimi 12 mesi, come si può evincere dalle seguenti tabelle elaborate dall?Intesa dei Consumatori: se per l?Istat l?inflazione virtuale è del 2,8 per cento, per i cittadini, colpiti dal caro euro, l?inflazione reale è di almeno il 6,6%». In particolare, secondo l?analisi dei consumatori, ad incidere di più nelle tasche degli italiani, rispetto ad un anno fa, sono in percentuale i servizi bancari (+14,7%) che persano in concreto per 52 euro. L?aumento percentuale è più basso,ma in soldoni il valore è maggiore, invece per le spese per l?abitazione: sono cresciute da dicembre dello scorso anno di 170 euro. Stesso aumento c?è invece sui mobili e i servizi della casa. Pesano in misura superiore ad altre voci anche l?abbigliamento e le calzature che incidono sul portafoglio per 150 euro in più e che in misura percentuale segnano una crescita dell?+8,8%, rispetto al 2001, quindi ben superiore all? inflazione ufficiale nei conti delle famiglie. L?Intesa dei Consumatori accusa, quindi, il «Governo di inerzia se non di non complicità dei rincari ai quali si accinge a dare il nulla osta per aumentare le tariffe autostradali (+2,4%), ferroviarie (+4,5%) il canone Rai (+4,7%), bollettini di conto corrente postali (+29% – da 0,77 ad 1 euro) ed una serie infinita di altri balzelli, diretti o indiretti, che colpiranno i cittadini.«Se Governo ed istituzioni, avessero ascoltato – sottolineano le Associazioni – il grido di allarme dell?Intesa dei Consumatori che denunciava i ritocchi già in sede di conversione lira-euro, mantenendo il doppio prezzo per 12 mesi come in Francia, invece di accusarle di allarmismo ed euroterrorismo, forse si sarebbe evitato il massacro dei bilanci delle famiglie».

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