3 Marzo 2010

L’inflazione tira il freno

 
DA ROMA
A febbraio l’inflazione rallenta dopo sei mesi di continua crescita. Il termometro dei prezzi si raffredda, anche se di poco: rispetto a gennaio si passa all’1,2% dall’1,3%. Un piccolo passo indietro che, però, interrompe la rimonta iniziata ad agosto, subito dopo la gelata di luglio. Ma non è solo l’Italia a registrare uno stop alla salita dei prezzi, anche in Eurolandia c’è stata una lieve frenata, dall’1,0% allo 0,9%. E la decelerazione potrebbe continuare. Stando alle stime diffuse ieri dall’Istat, però, l’arretramento di febbraio ancora non dà sollievo ai consumatori, che prevedono una stangata sulle famiglie pari a 366 euro annui.
L’inversione di tendenza dell’ultimo mese è dovuta ai cali registrati sui prezzi di beni (+0,9% al +0,8%) e servizi (+ 2,0% al + 1,8%). Anche dove si verificano rialzi, sono inferiori a confronto con i dati di gennaio. Ad esempio, la benzina continua a salire ma perde punti rispetto all’inizio dell’anno, sia a livello tendenziale ( a 15,7% da 17,9%), che congiunturale (a 0,5% da 2,2%). Così il diesel, che rallenta sull’anno ( a 7,5% da 9,5%) e diventa negativa sul mese ( a – 0,9% da 2,9%). Confcommercio prevede che «questa dinamica dovrebbe permanere » . La frenata, però, non tranquillizza i consumatori: «Nonostante la lievissima flessione, si tratta sempre di un dato gravissimo», che comporterà per le famiglie «un aumento di 360 euro annui», sottolineano Adusbef e Federconsumatori. Il Codacons calcola un aumento del costo della vita del 2,4%, ben superiore all’inflazione.
Primo rallentamento dopo sei mesi: dall’1,3 all’1,2%. In Europa passa dall’1% allo 0,9%. Ma per i consumatori non c’è sollievo: stangata da 360 euro all’anno  
 

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