31 Marzo 2007

L`inflazione scende le retribuzioni salgono

I dati istat A marzo si attesta a +1,7%
L`inflazione scende le retribuzioni salgono

Roma. Il tasso dell`inflazione a marzo risulta dell`1,7% su base annua, in calo rispetto all`1,8% di febbraio. Su base mensile, l`aumento è dello 0,2%. Questa la stima preliminare dell`Istat diffusa ieri e subito contestata dai consumatori. In marzo, i maggiori aumenti riguardano le bevande alcoliche e i tabacchi (+4,4% su base annua), i servizi ricettivi e di ristorazione (+2,5%). In forte calo i servizi telefonici, grazie all`abolizione dei prezzi di ricarico dei telefonini. Al netto dei prodotti energetici, l`inflazione a marzo risulta dell`1,6%, rispetto all`1,8% di febbraio. I prezzi liberi dei prodotti energetici sono scesi del 2,4%, mentre quelli regolamentati sono saliti del 7,2%. La benzina verde è salita del 2,6% rispetto a febbraio, ma è scesa dell`1,5% rispetto a marzo 2006. I consumatori del Codacons protestano: “Non ci sembra che l`aumento dei prezzi al dettaglio sia così contenuto come vuole dimostrare l`Istat“, perciò è necessaria un`indagine sui rilevatori comunali che raccolgono i dati. Adusbef e Federconsumatori segnalano un altro fenomeno in contrasto con i dati Istat. Sta crescendo l`indebitamento delle famiglie: il credito al consumo del 20,26% e la “cessione del quinto“ (dello stipendio) del 32,2%. Cresce il numero delle famiglie medie che fa debiti per l`acquisto di beni primari di consumo. I commercianti la pensano diversamente. L`ufficio studi di Confcommercio pone in rilievo la tenuta del sistema dei prezzi al consumo, in linea con le dinamiche europee. Per la Confesercenti, “i primi tre mesi del 2007 hanno creato le condizioni per mantenere l`inflazione annua sotto il 2%, in linea con i maggiori Paesi europei“. Ora bisogna favorire i consumi. L`Isae prende atto del rallentamento del processo inflazionistico e prevede per i prossimi mesi ulteriori flessioni, ipotizzando una inflazione all`1,8%, contro il 2,1% del 2006. La graduatoria dell`inflazione per città vede al primo posto Palermo con un tasso annuo del 2,4%, dovuto ai rincari di trasporti, alberghi, spese per la salute. Segue Bari con l`1,9%. Napoli e Bologna al terzo posto, con un tasso dell`1,6%, per rincari di alcuni prodotti alimentari, trasporti e alberghi. Roma al quinto posto con un tasso dell`1,5%, per l`aumento dei trasporti aerei (chi sa perché rilevato solo a Roma). Rincari alberghieri e delle spese di manutenzione auto. Le città meno colpite dall`inflazione sarebbero Firenze e Cagliari , con tassi annui dell`1,2-1,3%. Le differenze tra le città lasciano perplessi. A ben guardare, l`unità dell`Italia dei prezzi si basa sui rincari di alberghi e ristoranti.

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