22 Dicembre 2002

L?inflazione sale un altro scalino

Ma per l?Isae il tasso di inflazione 2002 si attesterà su una media annua del 2,5% cioè «su un livello più basso del 2001»

L?inflazione sale un altro scalino

A dicembre a quota 2,8-2,9%. Ma secondo i consumatori sta al 6,6%

ROMA – Per gli italiani il primo shopping «euro-natalizio» arriva sotto gli auspici favorevoli di una prima inversione di tendenza del costo della vita. Secondo i primi dati delle città campione l`andamento del prezzi al consumo a dicembre viaggia infatti tra un 2,8%-2,9% annuo tendenziale, mantenendosi fermo sui livelli del mese scorso che restano comunque ai massimi dell`ultimo anno e mezzo. Per l?Isae il tasso di inflazione 2002 si attesterà su una media annua del 2,5%, vale a dire su un livello più basso del 2001 «e quindi – dichiara il presidente Fiorella Padoa Schioppa – non costituisce un problema serio».
Ma, se il dato del 2,5% è al di sotto delle attese dello stesso Governo (nell`ultima previsione del programma di stabilità del novembre scorso, Palazzo Chigi aveva ipotizzato per quest`anno una crescita del costo della vita al 2,6%), per l?Intesa dei Consumatori l?inflazione nel 2002 ha rappresentato invece per le famiglie italiane «una stangata da 1.505 auro, circa tre milioni di vecchie lire». Una denuncia accompagnata da una accusa pesante: se gli ultimi dati delle città campione indicano una crescita dei prezzi a dicembre del 2,8-2,9%, l?inflazione reale è attorno al 6,6%.
In realtà, dopo le polemiche dei giorni scorsi durante le quali il ministro delle Attività Produttive Marzano aveva respinto con forza l?allarme-inflazione, se il primo dato preliminare diffuso dalle città campione dovesse essere confermato dall`Istat a gennaio (facendo emergere dal confronto con novembre un rialzo del costo della vita limitato allo 0,1%), si tratterebbe della crescita congiunturale più bassa degli ultimi sei mesi. «Si possono così ipotizzare – sottolineano gli analisti – segnali di raffreddamento per il primo trimestre dell`anno prossimo, nel quale è atteso un leggero calo del dato tendenziale». Se non vi saranno in definitiva eventi straordinari «è possibile iniziare a prevedere per il 2003 un tasso di inflazione intorno al 2%» (l`ultima stima del Governo era l?1,9%). «La bollicina legata al change over è stata orami assorbita – commenta Guido Vaccaro, ex responsabile prezzi dell`Istat e oggi senjor consulent del Ac-Nielsen – e prenderei quindi come positivi i primi dati delle città campione che mostrano una crescita congiunturale dello 0,1%, la più bassa degli ultimi mesi».
Tornando ai dati preliminari su dicembre, restano sotto i riflettori Milano e Napoli che tra le 12 città campione registrano le variazioni congiunturali più sostenute (rispettivamente più 0,2 e +0,3 su novembre).Più sostenuta, nell`analisi dei dati di dicembre, appare in generale la dinamica di prezzi di alimentari, alcolici e tabacchi, mentre prosegue un calo della voce trasporti.

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