1 Luglio 2011

L’inflazione sale del 2,7% Oggi luce +1,9%, gas +4,2

L’inflazione torna a correre, stangata da 52 euro per luce e gas, aumento dell’accisa sulla benzina. Il primo segnale del giorno nero è arrivato dall’Istat, che certifica prezzi in corsa a giugno, dopo la pausa di maggio, con un +2,7% tendenziale, ai massimi dal 2008. Su base mensile la crescita dei listini è +0,1%. A tenere alta l’asticella dei prezzi a giugno sono, soprattutto, i trasporti, +6,2% annuo del 6,2%, ai massimi da settembre 2008. In particolare, biglietti per aerei (+13,8%), traghetti (+52,8) e treni (+8,4), trainati anche dal caro-vacanze che si ripercuote su campeggi e stabilimenti.
I prodotti della tavola, rimangono protagonisti dell’accelerazione solo a metà, con frutta e verdura che risentono delle vicende legate al batterio killer, mentre alimentari lavorati e bevande proseguono a salire, con il caffè +11,6%.
Boccata d’ossigeno, solo rispetto a maggio, dai carburanti: benzina +11,9% (+11 a maggio) annuo, mentre è -1,1% mensile; gasolio +14% annuo (+15,1% a maggio) -2 su mese.
A giugno, le famiglie italiane hanno dovuto fare fronte ad aumenti consistenti, ma dovranno prepararsi ad allargare ancora i cordoni della borsa, innanzi tutto per le bollette di luce e gas. L’Autorità per l’energia, nel consueto aggiornamento trimestrale, ha stabilito che da oggi si paga l’1,9% in più per elettricità (+8 euro su base annua) e +4,2% il metano (+44 euro). L’aggravio per famiglia media sarà di 52 euro e non potrà che riversarsi sull’inflazione di luglio. A pesare sugli aumenti, sostiene l’Autorità, «i rialzi e il lungo protrarsi delle elevate quotazioni petrolifere», ma anche «gli incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate». Sulla spesa totale media annua di 445 euro, 58 se ne vanno per gli «oneri generali di sistema», su cui gli incentivi per le rinnovabili pesano circa l’86%.
Oggi scatta anche il nuovo aumento delle accise, +0,19 cent al litro per il Fus, fondo unico per lo spettacolo. Le compagnie non hanno previsto rialzi, ma il Codacons avverte che con l’incremento odierno e quello del 28 per fronteggiare l’emergenza immigrati, le famiglie andranno incontro a una stangata da 60 euro ad auto, all’anno. Adusbef e Federconsumatori sono pronti a dare battaglia e la Cna-Fita proclama per il 25 luglio una giornata di protesta nazionale. Gli aumenti non convincono neanche i petrolieri, con l’Unione petrolifera che si dice «sorpresa e perplessa» per la decisione comunicata martedì.
Sul fronte benzina, infine, polemica tra gestori ed Eni. Faib e Fegica hanno deciso la chiusura degli impianti Eni il 14 luglio per protesta contro «la politica dei prezzi dell’Eni, superiori alla media: 1 cent in più rispetto agli altri distributori e 10 in più rispetto alle pompe bianche». Eni ribatte: i nostri prezzi medi sono tra i più bassi d’Italia.
 
 
 
 
 
 

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