L?inflazione sale al 2,4% L?Istat conferma i rincari
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fonte:
- L`Unione Sarda
Il costo della vita torna ad infiammarsi dopo quattro mesi di tregua. La conferma è arrivata ieri dall?Istat che ha confermato (anche se in parte ridimensionato) il primo allarme giunto due giorni fa dalle città campione, rilevando un rialzo dell?inflazione dal 2,3% dei mesi scorsi al 2,4% in giugno. E, così come si sospettava dalle prime indicazione dei 12 capoluoghi, i principali responsabili di questo nuovo rialzo sembrano essere la benzina e le tariffe degli avvocati.
La stima dell?Istat non ha mancato di suscitare immediatamente reazioni critiche e tra consumatori e sindacati. Anche la Confindustria è tornata a paventare il rischio che riparta la spirale prezzi-salari. Per il ministro per le Attività Produttive Antonio Marzano, la situazione italiana è in linea con quella europea.
Sia l?indice dei prezzi al consumo per l?intera collettività, sia quello armonizzato hanno registrato a giugno un aumento dello 0,2% a livello mensile e del 2,4% su base tendenziale.
L?Istat, è la critica del Codacons, corre in soccorso del Governo: quando si verifica un inasprimento dei prezzi, affermano infatti i consumatori, ritocca i dati al ribasso così da farli «sembrare meno allarmanti», ma l?inflazione di giugno è in realtà assai maggiore anche di quel 2,5% che era stato prospettato nei giorni scorsi. Per Marigia Maulucci, segretario confederale della Cgil, i rincari di giugno non sono che l?inizio di una tendenza rialzista alla quale si dovrebbe porre rimedio con la defiscalizzazione del prezzo della benzina, il blocco delle tariffe, il controllo dei prezzi attraverso accordi con la grande distribuzione e una nuova politica dei redditi.
Preoccupata anche Confindustria che, pur individuando nel caro-petrolio il responsabile del rialzo del costo della vita, mette in guardia dal rischio di innescare la rincorsa prezzi-salari che potrebbe frenare la ripresa.
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