L`inflazione riprende a galoppare (+2,6%
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fonte:
- Gazzetta del Sud
L`inflazione riprende a galoppare (+2,6%)
A guidare gli aumenti benzina e alimentari. Cgil, Cisl e Uil chiedono interventi urgenti
ROMA Il 2007 si chiude con una netta ripresa dell`inflazione, che a dicembre, in base alle stime provvisorie dell`Istat, è risalita al 2,6% dal 2,4% di novembre e nei primi mesi del nuovo anno, secondo le previsioni, potrebbe ulteriormente impennarsi. Il livello toccato lo scorso mese è il più alto dall`ottobre 2003, quando il caro-vita registrò lo stesso tasso di crescita raggiunto lo scorso mese. A guidare gli aumenti sono soprattutto alimentari e carburanti, con un picco del 12,3% su base annua per il pane e del 15,4% del gasolio. Ma corrono anche pasta (+8,4%) e latte (+7,6%), servizi medici (+3,6%) e prezzi di bar e ristoranti (+3,5%). Consumatori e sindacati lanciano l`allarme, preoccupati per la tenuta dei salari, chiedendo al governo interventi urgenti. Il ministro per lo Sviluppo Pierluigi Bersani è convinto che si debba “fare di più“, contrastando eventuali speculazioni, approvando nuove liberalizzazioni e rafforzando i redditi da lavoro. Ma rileva anche che i dati italiani sono meno critici di quelli dei partner europei. Secondo la stima flash di Eurostat, l`ufficio europeo di statistica, nella zona euro l`inflazione a dicembre si attesta al 3,1%, stabile su novembre. Tornando all`Italia, più confortanti appaiono i dati sulla media annua, che danno l`inflazione 2007 all`1,8%, ai minimi dopo il 1999, quando fu dell`1,7%. Ma è l`accelerazione degli ultimi mesi a preoccupare. I tecnici dell`Istat hanno calcolato il “trascinamento“ dell`inflazione 2007 sul 2008, ossia il tasso medio che verrà ereditato se il carovita restasse sui livelli di dicembre 2007, sarebbe dell`1,3%, il più elevato dal 1996. Lo scorso anno fu dello 0,5%. E l`Isae segnala che a gennaio l`inflazione potrebbe salire ancora a causa degli aumenti, già decisi, di talune tariffe, tra cui energia elettrica e gas, pedaggi autostradali e canone Rai, che da soli dovrebbero determinare una crescita mensile dell`indice pari a circa 0,15 punti percentuali. Una previsione confermata anche dal centro Studi di Confcommercio, preoccupata, insieme all`altra organizzazione del commercio, Confesercenti, delle conseguenze sui consumi. I sindacati temono contraccolpi specie per i redditi più bassi. “È necessario ridurre le tasse su lavoro dipendente e pensioni sottolinea il leader della Cgil, Guglielmo Epifani e intervenire su prezzi e tariffe. Non si possono lasciare le briglie sciolte“. Duro anche il numero uno della Cisl, Raffale Bonanni: “Mentre il medico studia attacca il malato muore. Prodi deve sapere che abbiamo un problema di salario e pensioni, ma soprattutto di politica di redditi in generale“. “Il Governo gli fa eco il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti dovrebbe smetterla di fare solo politica di bilancio e cominciare a fare una politica economica di sostegno alla domanda“. Le proiezioni dei consumatori non sono confortanti. Secondo il Codacons, con un caro-vita “a questi livelli e il petrolio record, il numero delle famiglie in stato di povertà potrebbe raddoppiare, raggiungendo i 5 milioni“. “I dati sull`inflazione e sull`aumento dei prezzi resi noti dall`Istat indicano la necessità di due interventi netti da parte del Governo“: è l`opinione del ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero. Il ministro propone da un lato di “impegnare le risorse necessarie per aumentare i redditi e le pensioni medio-bassi“ e dall`altro di “convocare gli organismi della grande distribuzione per decidere il blocco dei prezzi per tutto il 2008, condizionando gli aiuti alla grande distribuzione al blocco stesso“. “Solo così sostiene Ferrero si potranno redistribuire le risorse e incidere concretamente sulle conseguenze dell`inflazione sui ceti più deboli“. Adusbef e Federconsumatori contestano decisamente le cifre Istat, certe che l`inflazione reale sia addirittura al 3,4-3,5%.
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