29 Ottobre 2005

L`inflazione rialza la testa: + 2,2% a ottobre

Mentre gli esperti avvertono che i prezzi dell`oro nero dopo il 2005 potrebbero aumentare a causa del suo declino produttivo, ad infiammare l`inflazione sono le impennate petrolifere di quest`estate. Una raffica di rincari, che portò il greggio al record storico di 70,85 dollari a barile. Dopo tre mesi di raffreddamento, secondo quanto registra l`Istat, a ottobre il carovita è salito infatti dal 2% al 2,2% (con prezzi in crescita dello 0,2% su base mensile). A spingere in alto il costo della vita non sono solo le tariffe e i carburanti, ma anche i rincari dell`istruzione (in particolare tasse e libri per l`università) che finiscono col colpire più pesantemente le famiglie monoreddito. Si tratta del livello più alto raggiunto dai prezzi da agosto 2004 (quando erano al 2,3%), che ha fatto scattare immediato l`allarme di sindacati e commercianti, uniti nel chiedere ancora una volta al Governo di intervenire sulle imposte che gravano sulla benzina. Così, se per il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, “la preoccupazione più urgente è una manovra di reale assestamento dei conti pubblici“, i consumatori vanno all`attacco denunciando che il caro-energia farà spendere ad ogni famiglia 645 euro in più l`anno: 300 per il pieno di benzina, 145 per il riscaldamento e oltre 200 per i trasporti. Le impennate registrate dall`oro nero nei mesi estivi, si sono fatte sentire con forza nel mese di ottobre, in particolare con le nuove tariffe di luce e gas scattate il primo. Il comparto energia, il cui peso sull`indice generale è pari al 6%, ha infatti visto una crescita dei prezzi del 2,4% su base mensile e del 12,5% su base annua. Rialzi che, spiegano i ricercatori dell`Istat, contribuiscono per quasi otto decimi di punto percentuale al tasso tendenziale d`inflazione. In particolare, in questo mese galoppano gli energetici regolamentati, che registrano un rincaro mensile del 2,6% e annuo del 9,7%: l`aumento si deve, in sostanza, agli aumenti dell`energia elettrica (+3,9% mensile e +7,1% annuo) e del gas (+1,8% e +10,7%). Ma la corsa dei carburanti, nonostante il calo delle quotazioni del petrolio avvenuto nel mese – che, come osserva l`Isae, si è tradotto in sostenute flessioni dei prezzi in altri paesi europei – si è tutt`altro che fermata: la benzina registra infatti una crescita del 2,3% su mese e del 14,4% su anno e il gasolio sale rispettivamente del 2,8% e del 21,7%. Pesante è stato anche l`aumento dei combustibili liquidi (in pratica il gasolio da riscaldamento), che in un mese è salito dell`1,8% e in un anno del 17,3%. Se dunque è il petrolio a determinare l`aumento dei prezzi, per sindacati e commercianti occorre intervenire su di esso. Così anche dopo il “no“ in questo senso espresso dal sottosegretario alle Attività produttive Mario Valducci, hanno chiesto al Governo di inserire in Finanziaria misure per la riduzione delle accise sui carburanti. Se ne dicono convinti Cisl, Ugl, Cisal e Confesercenti, mentre il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani fa notare che “in un contesto di deficit e con l`economia sostanzialmente ferma l`inflazione che riparte è una brutta notizia“. Se per il Codacons consumatori, l`inflazione reale è tra il 4,2 e il 7,9, la Coldiretti rivendica i meriti dell`agricoltura: se il caro-petrolio porta una crescita record dei carburanti agricoli del 12,5%, i prezzi pagati agli imprenditori agricoli hanno fatto segnalare un calo del 6,8%“. Il caro-energia pesa in particolare su due capitoli del paniere utilizzato dall`Istat: la casa, che registra infatti un rincaro-boom dell`1,2% su base mensile (+6,1% annuo) determinato anche dagli aumenti degli affitti, e i trasporti (rispettivamente +0,3% e +5,2%).

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