L?inflazione resta ferma al 2,6%
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fonte:
- Corriere della Sera
A luglio in aumento soprattutto trasporti e turismo. Consumatori: dati bugiardi
ROMA – L?effetto siccità sull?inflazione non c?è stato. Almeno per ora. L?indice del carovita di luglio, secondo i primi rilevamenti nelle 12 città campione, risulta, su base annua, invariato rispetto a giugno, quando si era attestato sul 2,6%. Ma c?è anche la possibilità che scivoli al 2,5% per via degli arrotondamenti. L?incremento rispetto al mese precedente è rimasto circoscritto a uno 0,2%, anche se gli ortaggi e la frutta hanno registrato un aumento generalizzato superiore alla media stagionale. In tutte le città sondate gli incrementi complessivi dei prezzi restano compresi tra lo 0,1% di Firenze e Napoli e lo 0,2% delle altre province. Invariato l?indice di Bari. Napoli resta la città che ha registrato i maggiori aumenti (»3,5%) su base annua, insieme con Torino (»2,7%). Sempre nei dodici mesi è Firenze la città con le variazioni più contenute (»1,8%).
A luglio il comparto che ha registrato le variazioni di prezzo più consistenti in quasi tutte le città è stato quello dei trasporti: tra 0,4% e 0,5%. A decollare in modo particolare sono state le tariffe del trasporto aereo, soprattutto intercontinentale che, a Trieste, hanno subito un aumento del 20%. Voli più cari del 7,7% anche a Torino e Napoli. Mentre rincari si registrano per vagoni letto e navigazione marittima. In rialzo un po? ovunque anche i listini turistici: spicca la voce «camping» per il rialzo massimo del 16% a Trieste. Ma nella stessa città aumenta anche la cabina balneare (»5,2%). Nella voce «alberghi, ristoranti e pubblici esercizi» gli aumenti si fanno sentire ad Ancona (»1%), Perugia (»0,8%), Napoli (»0,7%) e anche a Milano (»0,6%). In controtendenza Firenze, dove i prezzi sono scesi addirittura dell`1,3%.
Ma il comparto più sotto osservazione è quello alimentare. Qui all?indubitabile aumento di frutta e ortaggi (»0,2%), superiore alla media mensile e legato probabilmente alla siccità, in città come Perugia, Trieste, Milano, Torino, Napoli e Venezia, si contrappone il calo in picchiata dei prezzi di prodotti come i pomodori da sugo: -22% a Napoli. Pesano sull?inflazione di luglio gli affitti, ma anche le spese per il gas e l?acqua. Calo generalizzato per l?elettricità. La voce «abbigliamento» è stabile un po? ovunque, tranne a Milano dove l?incremento è però contenuto: »0,1%.
«La situazione dei prezzi è sotto controllo – commenta Confcommercio -, le pressioni registrate all?origine su alcuni prodotti ortofrutticoli freschi si sono tradotte in aumenti fisiologici». «Bisogna evitare una nuova guerra dei prezzi» aggiunge Confesercenti. Ma le associazioni dei consumatori partono all?attacco: «Ancora una volta un?inflazione fasulla, bugiarda», dice per l?Adusbef (Intesa dei consumatori) Elio Lannutti, lanciando un terzo sciopero della spesa in autunno. La prossima settimana intanto il ministro delle Politiche agricole, Giovanni Alemanno, presenterà un accordo disciplinare, concordato con le organizzazioni di agricoltori e commercianti, per attenuare le pressioni sui prezzi al consumo che arrivano da frutta e verdura.
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