30 Novembre 2004

L?inflazione non si muove a novembre

L?inflazione non si muove a novembre: «È colpa della glaciazione dei consumi»




L?inflazione resta stazionaria a novembre. Secondo le stime degli esperti sulla base dei dati delle 13 città campione i prezzi al consumo restano al 2% annuo a novembre e salgono dello 0,2% su base mensile rispetto ad ottobre, quando l?inflazione mensile era restata piatta. I dati sono in linea con le previsioni degli analisti. Il 2% annuale resta il livello più basso dal novembre 1999. Per i commercianti il dato è però tutt?latro che positivo: «L?andamento dei prezzi nel mese di novembre è, in sé, sicuramente un dato positivo ma continuano a preoccupare alcune delle cause che lo stanno determinando e che confermano che il mercato si trova oggi in un stato di quasi glaciazione della domanda», affermano gli esperti del centro studi di Confcommercio. «Infatti – prosegue la nota – sono almeno tre i fattori negativi che questo andamento dell?inflazione pone in evidenza: 1- La flessione registrata soprattutto nei prezzi dei prodotti alimentari, delle comunicazioni e del tempo libero è stata, di fatto, ammortizzata dagli aumenti a due cifre che si sono avuti per i carburanti: 2 – Per il terzo mese consecutivo il consumo delle famiglie, pur in presenza di una stabilità o addirittura di una contrazione dei prezzi, è continuato a decrescere; 3 – Questa crisi della domanda sta ormai investendo trasversalmente tutte le imprese i cui margini operativi si stanno sempre di più riducendo». «Questo – conclude la Confcommercio – è il segno che siamo di fronte ad un tipo di glaciazione che rischia di diventare di carattere strutturale». I consumatori insistono invece nella loro battaglia contro l?Istat, accusata di fornire una quadro non veritiero dell?andamento del costo della vita. «Ancora una volta dalle città campione emerge una rappresentazione irreale dei prezzi, con un?inflazione al ribasso per il mese di novembre all?1,9%, o al massimo stabile al 2%. Peccato che di tale riduzione i consumatori non si siano resi conto. Si tratta come al solito di numeri in tutta libertà – affermano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – che cozzano con gli aumenti dei prezzi avvenuti in questo mese: dalla benzina agli alimentari, passando per le tariffe di vari settori. Per i consumatori alle prese con la spesa quotidiana – prosegue nella sua nota l?Intesaconsumatori – l?inflazione non è né stabile, né in riduzione, e il caro-vita è un problema reale, a differenza dei numeri ?sparati? dalle città campione, al massimo buoni per giocarli al Lotto».

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